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Spazio alle rinnovabili in Manovra, musica per le orecchie delle utility quotate

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Utility sotto i riflettori. A scaldare il settore è l’introduzione dell’IRES verde nella Monovra 2019 sotto forma di agevolazione fiscale per le imprese che riducono l’inquinamento utilizzando tecniche di produzione con minori emissioni. Recentemente il vicepremier Luigi Di Maio aveva affermato che “L’Italia ha deciso di puntare seriamente su un futuro energetico completamente sostenibile”. Il ministro per lo Sviluppo economico ha parlato anche dello stanziamento di 250 milioni destinati a incentivare il settore delle rinnovabili nel triennio 2019-2021. “La manovra 2019 così prevede un’attenzione per il repowering degli impianti di energie rinnovabili e sviluppi anche sul waste”, come spiega un trader alla Reteurs.

 

Il commento di Equita 

 

Ebbene, secondo gli analisti di Equita, l’introduzione dell’IRES verde potrebbe configurare un vantaggio diretto per i renewables in termini di minore IRES complessiva all’interno del settore ENERGIA e un vantaggio indiretto per l’aumento significativo di domanda di energia verde da certificare per ottenere l’IRES verde per gli altri settori produttivi. Alla luce di un eventuale vantaggio fiscale questo potrebbe favorire la chiusura di contratti PPA dedicati (contratti di vendita pluriennali).

 

ERG guida l’avanzata in Borsa

 

In scia dell’approvazione della legge di bilancio e del decreto legge fiscale da parte del governo che prevede una maggiore attenzione allo sviluppo delle energie rinnovabili brillano a Piazza le utility con balzi di Erg (+4,84%), Falck Renewables (+3,99%), Alerion (+3,15), Hera (+3,33%), A2a (+1.83%), Enel (+3,37%) e Iren (+1,84%). Inoltre Erg, coperta da Equita con un rating buy e un target price a 20,6 euro, potrebbe beneficiare delle misure alla facilitazione del revamping di impianti eolici. Si tratterebbe di norme contenute nel decreto “omnibus” (documento integrante della manovra finanziaria). “Qualora confermate sarebbero indicazioni molto positive per ERG che è impegnata in un importante programma di revamping/reblading dei propri impianti eolici”. “Le eventuali facilitazioni autorizzative darebbero maggiore visibilità al piano industriale” conclude Equita.