Nvidia inciampa sui conti, Wall Street storce il naso sui ricavi data center
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Nvidia sforna una nuova tornata di risultati record, ma il mercato storce il naso davanti ai riscontri leggermente sotto le previsioni del settore data center. Il titolo del colosso di Santa Clara è così scivolato indietro subito dopo la diffusione dei dati, arrivando a cedere oltre il 3% nell’after hours per poi ridimensionare le perdite considerando anche le indicazioni sopra le attese della guidance. La società ha inoltre approvato un ulteriore buyback da 60 miliardi di dollari.
Trimestrale solida con il neo dei data center
Nvidia, il cui ritmo di crescita sta rallentando dopo i picchi registrati all’inizio del boom di domanda di chip per l’AI, ha registrato nel secondo trimestre un utile per azione (Eps) rettificato di 1,05 dollari e ricavi di 46,7 miliardi di dollari, entrambi sopra le attese. Il consensus Bloomberg indicava 1,01 dollari di Eps e fatturato di 46,2 miliardi di dollari. Nello stesso trimestre dell’anno scorso, la società aveva registrato un Eps di 0,68 dollari e un fatturato di 30 miliardi.
Come detto, a non convincere del tutto è il fatturato derivante dai data center ha raggiunto i 41,1 miliardi di dollari, sotto i 41,2 miliardi di dollari del consensus. Il fatturato del segmento era stato di 26,2 miliardi di dollari nello stesso periodo 2024. Circa il 50% dei ricavi dai data center proviene da grandi fornitori di servizi cloud.
Su base sequenziale i ricavi derivanti dall’elaborazione dei dati nei data center sono diminuiti dell’1% a seguito di una riduzione di 4 miliardi di dollari nelle vendite di H2O.
Guidance oltre le attese
Nvidia per il terzo trimestre prevede un fatturato di 54 miliardi di dollari per il terzo trimestre, con una tolleranza del 2% al rialzo o al ribasso. Le aspettative erano ferme a 53,4 miliardi di dollari. Le stime non includono le vendite dei chip H2O.
La trimestrale di Nvidia arriva dopo una serie di annunci di investimenti record nell’AI da parte di Alphabet, Microsoft e Meta. C’è poi il nodo Cina con Donald Trump che ad aprile aveva vietato la vendita di chip Nvidia a Pechino, revocando poi tale divieto a luglio e aggiungendo la tariffa del 15% ad agosto. Trump ha anche annunciato che imporrà dazi del 100% sulle spedizioni di semiconduttori negli Stati Uniti, a meno che le aziende non si impegnino a costruire nel Paese. Nvidia dovrebbe essere esentata.
Le parole di Jensen Huang
Il ceo delegato Jensen Huang ha affermato che la produzione dei suoi chip Blackwell di nuova generazione “sta aumentando a pieno ritmo” e la domanda “è straordinaria”. “La corsa all’intelligenza artificiale è iniziata – ha aggiunto Huang – e Blackwell è la piattaforma al centro”.
Il numero uno di Nvidia ritiene che le aziende tecnologiche statunitensi non possono essere escluse dal mercato cinese e che devono fungere da standard mondiale.
“[Trump] è consapevole che il patrimonio tecnologico americano dovrebbe essere lo standard mondiale. Proprio come il dollaro americano è lo standard mondiale su cui si basano le economie, vogliamo che il patrimonio tecnologico americano sia lo standard su cui si basano la tecnologia e le industrie mondiali, inclusa la Cina”, ha detto Huang a Yahoo Finance.