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Non solo schiaffo Der Spiegel. Bundesbank batte Amato: ‘Italia lanci patrimoniale al 20%’

“L’Italia non è un paese povero. E non deve essere un giocattolo dei mercati finanziari”, dice l’economista funzionario della banca centrale tedesca.

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Una patrimoniale al 20%, con cui gli italiani sarebbero costretti ad acquistare titoli di Stato di solidarietà contribuendo, per l’appunto, con il 20% delle loro ricchezze, a ripianare i conti pubblici.

Se da Der Spiegel arriva un nuovo attacco contro il governo M5S-Lega – e la copertina del settimanale tedesco non si fa problemi a indicare la portata del pericolo Italia, mostrando un euro ridotto a moneta schiacchiata, deformata e sul punto di essere triturata dalla bandiera tricolore,  dal Frankfurter Allgemeine Zeitung, l’economista Karsten Wendorff, numero uno della divisione Finanze pubbliche della Bundesbank, arriva un consiglio che, vista la parola chiave, farà infuriare non poco gli italiani.

La parola chiave è patrimoniale, quella che il governo M5S-Lega ha garantito che non ci sarà.

Si tratta di un terrore quasi ‘atavico’ degli italiani, dopo quella del 6 per mille con cui l’allora governo Giuliano Amato diede il via al prelievo forzoso dai conti correnti italiani.

Ora, il trauma degli italiani viene riproposto, per giunta da un tedesco, che è un funzionario della Bundesbank, la banca centrale tedesca capitanata da Jens Weidmann, a sua volta membro del Consiglio direttivo della Bce, noto per le sue posizioni da falco. Lo stesso che è conosciuto anche per i continui rimbrotti contro l’Italia e contro le misure a suo avviso troppo straordinariamente accomodanti del suo ‘superiore’ Mario Draghi (misure su cui si sta per scrivere, tra l’altro, la parola fine, vedi stop al bazooka monetario del Quantitative easing).

Della sua idea parla Reuters:

L’Italia non è un paese povero. E non deve essere un giocattolo dei mercati finanziari”, scrive Wendorff, in un editoriale pubblicato nell’edizione di sabato del Frankfurter Allgemeine Zeitung.

Dunque, cosa potrebbe essere fatto per salvare il paese dal peccato originale del debito pubblico?

La proposta è quella di creare un Fondo statale, una sorta di Fondo Salva-Stato, che venga finanziato da bond di solidarietà, e il cui compito sia quello di acquistare titoli del debito pubblico.

Gli italiani verrebbero obbligati ad acquistare bond di solidarietà a seconda, per esempio, della loro ricchezza netta”.

Wendorff scrive che, con un “tasso di solidarietà” del 20% – la proporzione gli asset delle famiglie italiane che andrebbe investita in bond, e senza fare tanti giri di parole una patrimoniale del 20% – e uno sgravio fiscale di 50.000 euro, la metà quasi del debito governativo potrebbe essere convertita in bond di solidarietà. Alias: il debito pubblico verrebbe dimezzato.

“Il sistema bancario verrebbe liberato dai rischi di un elevato debito governativo e il legame banche-BTP (il doom loop) verrebbe allentato in modo considerevole -precisa Wendorff – Un problema della nazione verre risolto con la solidarietà della nazione”.

Un consiglio, quello del funzionario della Bundesbank, tutto tedesco, così come tutto tedesco è il nuovo affondo di Der Spiegel contro l’Italia.

 

Nella copertina dove campeggia l’immagine della bandiera tricolore che schiaccia l’euro, il settimanale presenta “Il ricatto. L’Italia attacca. La prossima crisi del debito minaccia l’Europa con il debito utilizzato come un’arma”.

Da tutto ciò emerge che, se la cancelliera Angela Merkel, e lo ha riconosciuto perfino il vicepremier Luigi Di Maio, si sta trattenendo dal fare commenti troppo forti sulla legge di bilancio giallo-verde bocciata dalla Commissione europea, sicuramente non sta facendo lo stesso la stampa tedesca. Tra attacchi, sì, e ora anche consigli, che è improbabile che gli italiani vedranno di buon occhio.