Non solo Bce, sarà un Super giovedì sui mercati. Le attese
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Per i mercati finanziari si è aperta una nuova settimana chiave che vede tre ingredienti sul tavolo: inflazione Usa, meeting Bce e politica (voto Francia).
Gli operatori restano alla finestra dopo un avvio di settembre tra le luci di un’estate da record e le ombre di un autunno che si annuncia complesso. “Il lavoro americano rallenta, la Fed si prepara a tre tagli, l’oro corre, la Cina mostra crepe nelle esportazioni e l’Europa torna a fare i conti con la politica (nuovamente francese). La stagionalità resta favorevole, ma la realtà macroeconomica sta già scrivendo una storia diversa”, avverte Gabriel Debach, market analyst di eToro, che analizza i principali appuntamenti della settimana sui mercati.
Perché il mercato del lavoro Usa preoccupa
Prima di entrare nel merito di questi tre appuntamenti (voto in Francia, previsto per oggi, e la riunione Bce e l’inflazione Usa in calendario giovedì 11 settembre), il mercato sta digerendo un altro debole rapporto sul mercato del lavoro Usa (diffuso venerdì scorso) che sta intensificando le richieste di significativi tagli dei tassi da parte della Fed. Su questo fronte, in settimana sono previste le cosiddette benchmark revision ai NFP USA (in uscita domani). “I numeri impattati sono quelli sino a marzo 2025 ma è possibile che revisioni al ribasso significative sulla crescita degli occupati infiammino ancora di più il dibattito sulla politica monetaria Fed”, indicano gli strategist di Mps Capital Services.
Il report sull’occupazione di agosto è stato più debole del previsto. I nonfarm payrolls sono aumentati solo di 22mila unità rispetto alle 75mila previste. C’è stata poi una ulteriore risalita della disoccupazione, passata dal 4,2% al 4,3%. Numeri che hanno acceso con maggiore forza le scommesse sui tagli Fed. Se ormai i mercati danno per scontato il primo taglio dei costo del denaro del 2025 da parte della Fed nella riunione del 17 settembre, alcuni investitori si chiedono se la Fed possa tagliare di 50 punti base a settembre.
“Il numero di questi investitori potrebbe aumentare dopo le revisioni preliminari dei benchmark di riferimento di martedì prossimo sui dati relativi ai posti di lavoro per i 12 mesi fino a marzo 2025. Il censimento trimestrale dell’occupazione e dei salari (QCEW), che utilizza i dati statali delle tasse relativi all’assicurazione contro la disoccupazione, suggerisce che l’occupazione nei nove mesi tra marzo e dicembre 2024 è stata inferiore di 857 mila unità rispetto a quanto riportato nel rapporto sull’occupazione”, commenta James Knightley, chief international Economist di ING, spiegando che “ciò implica la possibilità che le revisioni abbassino i numeri di 95 mila unità al mese in media. Ci aspettiamo una certa contrazione della differenza tra i dati dei posti di lavoro e quelli che il QCEW pubblicherà per il primo trimestre del 2025, ma anche se si trattasse di una revisione al ribasso di 750 mila unità, si tratterebbe comunque di un grande cambiamento nella narrativa occupazionale”
Inoltre, afferma Knightley, il Beige Book della Fed ha prodotto una lettura cupa all’inizio di questa settimana, e proprio il Beige Book dello scorso anno era stato il catalizzatore per un taglio da 50 punti base. Tuttavia, la composizione conservatrice della Fed (per ora) e l’incertezza sui dazi sull’inflazione fanno sì che probabilmente non ci sarà una maggioranza a favore di un taglio consistente, ma potremmo vedere due o tre membri votare per i 50 punti base.
Francia, oggi il test voto Francia
Oggi è previsto l’atteso voto di fiducia al Parlamento francese, è il giorno della verità per il primo ministro Francois Bayrou. Quest’ultimo potrebbe incassare la sfiducia e verrebbe così avviato il processo che porterà alla nomina di un nuovo premier. “Le probabilità di vittoria sono scarse: sarebbe il terzo premier dell’era Macron a cadere in meno di un anno – ricorda Debach nella sua analisi giornaliera -. Una sfiducia aprirebbe un nuovo fronte di instabilità politica, con il rischio di un secondo bilancio consecutivo non approvato entro dicembre e pressioni crescenti sui costi di finanziamento. Lo spread OAT-Bund a dieci anni è salito negli ultimi cinque anni da 29 a quasi 79 punti base. Non stupisce che il Cac40 nel 2025 segni un modesto +4,9%, ben lontano dal +21,7% dell’Italia e dal +28,7% della Spagna”.
Come sottolinea Gianni Piazzoli, Cio Vontobel Wealth Management Sim, “Italia e Francia sono un chiaro esempio di come la partita sui conti pubblici si giochi sempre di più sul terreno della credibilità finanziaria internazionale: da un lato, l’Italia si avvia ad uscire presto dalla procedura per deficit eccessivo; dall’altro, la Francia si trova alle prese con una crisi di governo che ha fatto schizzare i rendimenti trentennali dei propri titoli di stato al 4,51%, i massimi di 16 anni”.
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Bce e inflazione Usa, un super giovedì sui mercati
Un super giovedì in arrivo. In primo piano i numeri dell’inflazione USA di agosto e il meeting Bce. Sul Cpi Usa il consensus è al 2,9% dal 2,7% per la versione headline mentre quella core è attesa stabile al 3,1%.
Per quanto riguarda, invece, la riunione della Bce il clima appare come relativamente tranquillo, con tassi invariati e revisioni marginali alle proiezioni macro trimestrali (sia crescita che inflazione riviste leggermente al rialzo). Un nuovo taglio dei tassi, secondo le attese del mercato, potrebbe arrivare nell’ultimo meeting del 2025. Con tutta probabilità, i policymakers attendono segnali più chiari su come l’economia sta rispondendo alle tematiche commerciali e l’inflazione di fondo non è ancora scesa quanto vorrebbero.