Non si arresta la gara per conquistare Abn Amro

Si riapre la partita per mettere le mani su Abn Amro e le nozze con gli inglesi di Barclays risentono di un primo scossone. La cordata guidata da Royal Bank of Scotland (RBS) ha messo sul piatto una controfferta pari a 72 miliardi per l’istituto bancario olandese, cercando di mettere i bastoni tra le ruote all’offerta amichevole pari a 67 miliardi presentata dai britannici a inizio settimana.


‘The Banks’, che include tra gli altri la spagnola Santander e la belga Fortis, ha fatto sapere che intende offrire 39 euro per azione, 70% in contanti e il restante 30% in azioni RBS. L’offerta è il 13% più elevata rispetto a quella di Barclays e include il dividendo finale Abn Amro per il 2006 di 60 centesimi per azione.


Ma quali sono gli aspetti chiave della potenziale transizione? Le banche – come si legge in un comunicato diramato in mattinata – hanno le carte in regola e una significativa esperienza in tutti i principali mercati di Abn Amro. Per di più, questa operazione garantirebbe dei benefici su larga scala, garantendo un business forte e maggiori possibilità di crescita per la stessa Abn nelle piazze finanziarie più importanti. Esistono però delle condizioni che Abn Amro dovrà rispettare. In primis, dovrà bloccare la vendita a Bank of America della divisione statunitense del gruppo olandese, LaSalle, vendita che era stata annunciata lo scorso lunedì contestualmente alla fusione con Barclays.


E come hanno reagito gli istituti bancari coinvolti in Borsa? La notizia ha messo le ali al titolo Abn Amro, che ad Amsterdam guadagna il 3,54% a 36,24 euro per azione. La corsa di della banca olandese si riflette anche a Piazza Affari per Capitalia di cui l’istituto olandese è il primo azionista con l’8,6%. Il titolo della banca capitolina avanza dell’1,96% a 7,085 euro.