Nasce Saipem7: colosso da 21 mld di ricavi quotato a Milano e Oslo
Fonte immagine: iStock
Saipem7, così si chiamerà così la nuova società nata dalla fusione tra Saipem e Subsea7. Un colosso dei servizi energetici che avrà doppia quotazione: a Milano e a Oslo. Un gruppo da 21 miliardi di ricavi che eleva la società italiana, partecipata da Eni, a un salto dimensionale grazie a un portafoglio ordini di 43 miliardi. Il gruppo ha anche approvato i conti del semestre con ricavi e utili in netta crescita. Bene il titolo che ha aperto la seduta in rialzo a Piazza Affari (+2,7%), anche grazie alla possibilità che venga distribuito un dividendo straordinario di 105 milioni prima del closing.
La neonata società
Dopo l’annuncio della scorsa Primavera, Saipem e Subsea7 hanno firmato un accordo vincolante di fusione, a termini e condizioni in linea con quanto già comunicato con il memorandum of understanding del 23 febbraio 2025. La fusione, darà vita ad un leader globale nel settore dei servizi per l’energia con ricavi per circa 21 miliardi di euro, un ebitda di oltre due miliardi, e genererà più di 800 milioni di euro di free cash flow. Inoltre, avrà un portafoglio ordini aggregato di 43 miliardi.
La nuova società continuerà ad avere la sede legale in Italia e l’headquarter a Milano e le sue azioni saranno quotate sia sulla Borsa di Milano sia su quella di Oslo. Siem Industries, azionista di riferimento di Subsea7, e Eni e Cdp Equity, azionisti di riferimento di Saipem, hanno indicato il loro impegno a votare a favore della proposed combination il cui perfezionamento è previsto nella seconda metà del 2026.
La governance, Puliti resta ad
Gli azionisti di Saipem e Subsea7 deterranno in misura paritetica il 50% del capitale sociale di Saipem7; inoltre gli azionisti di Subsea7 che parteciperanno alla fusione riceveranno 6,688 nuove azioni Saipem per ogni azione Subsea7 detenuta. Subsea7 distribuirà un dividendo straordinario di 450 milioni ai propri azionisti immediatamente prima del perfezionamento della Proposed Combination. Si prevede che le sinergie run-rate, pari a circa 300 milioni di euro su base annua, porteranno a una creazione di valore significativa per gli azionisti di Saipem7.
Sotto il profilo della governance è previsto che Kristian Siem sarà nominato presidente del cda di Saipem7 e Alessandro Puliti sarà nominato ad. Inoltre, Alessandro Puliti e John Evans saranno nominati rispettivamente presidente e ad della società che gestirà il business Offshore Engineering & Construction di Saipem7. Siem Industries (attualmente azionista di riferimento di Subsea7) sarà titolare di circa l’11,8% del capitale sociale di Saipem7, mentre Eni e Cdp Equity (attuali azionisti di riferimento di Saipem) ne deterranno, rispettivamente, circa il 10,6% e circa il 6,4%. Le assemblee straordinarie sia di Saipem sia di Subsea7 si svolgeranno il 25 settembre prossimo per approvare il tutto.
Il plauso di Eni
“Desideriamo esprimere grande soddisfazione per questo ulteriore importante passo verso la creazione di un leader globale nell’ingegneria e nelle costruzioni, a livelli di eccellenza industriale e tecnologica, e confermiamo il nostro pieno supporto all’operazione”, sottolinea un portavoce dell’Eni.
I conti
Saipem ha archiviato il primo semestre con numeri in crescita a doppia cifra: ricavi a 7,2 miliardi e un ebitda che ha raggiunto i 764 milioni, quest’ultimo in aumento del 35% rispetto ai primi sei mesi dell’anno precedente. Il risultato netto è stato pari a 140 milioni, in crescita del 19% anno su anno. Il primo semestre è stato inoltre caratterizzato da una robusta generazione di cassa, con un free cash flow pari a 766 milioni, rispetto ai 271 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. L’acquisizione ordini del primo semestre è stata di 4,3 miliardi, portando il portafoglio complessivo a 31 miliardi: 19,7 miliardi di euro nell’Asset Based Services, 10,31 miliardi nell’Energy Carriers e 1,04 miliardi nel Drilling Offshore, di cui 6,7 miliardi da realizzarsi nella seconda metà del 2025.
Confermata la guidance per il 2025: ricavi pari a circa 15 miliardi, un ebitda pari a circa 1,6 miliardi, un cash flow operativo (al netto dei canoni di locazione) di circa 900 milioni. Investimenti per circa 500 milioni e free cash flow (al netto dei canoni di locazione) pari ad almeno 500 milioni.