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Mps: titolo in rally di oltre +5%, mercato scommette su deal con UniCredit dopo rumor dote fiscale più ricca

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Mps sotto i riflettori: il titolo della banca senese schizza di oltre il 5% sulla scia di alcune indiscrezioni di mercato, riportate da La Repubblica, secondo cui la dote fiscale che il governo Draghi sarebbe pronto a elargire al potenziale acquirente della banca senese, sarebbe salita da 2,1 a 3,2 miliardi di euro. Il mercato torna a guardare così all’ipotesi delle nozze con UniCredit. Il totale delle agevolazioni fiscali a favore di chi si accollerebbe il Monte di Stato, avrebbe un valore di circa 7 miliardi. Più informazioni si conosceranno probabilmente dopodomani giovedì 6 maggio, quando Piazza Gae Aulenti presenterà i conti del primo trimestre. E quando, il mercato spera, Orcel darà qualche prima indicazione sulle scelte strategiche che porterà avanti nei prossimi trimestri, in primis sul fronte M&A. Il titolo UniCredit avanza dell’1%; bene anche Banco BPM +1%, Bper +1,2%.

Come ha commentato Equita SIM, “secondo quanto riportato da Reuters, la bozza del Decreto Sostegni Bis conterrebbe una modifica relativa alla conversione delle DTA in crediti fiscali in caso di aggregazioni”.

I rumor di La Repubblica si riferiscono anch’essi alle modifiche emerse dalla bozza del Decreto Sostegni Bis.

“In particolare la soglia delle DTA convertibili
passerebbe dal 2% al 3% del totale degli attivi del soggetto minore coinvolto nella fusione – riassume la SIM milanee –
Verrebbe inoltre allungato di sei mesi, al 30 giugno 2022, il termine previsto dalla manovra per deliberare la business combination. Se approvata, la norma fornirebbe un ulteriore impulso al processo di consolidamento nel settore (bancario), supportando in particolar modo una soluzione per Monte dei Paschi (che ha in dote DTA potenzialmente oggetto di conversione per 3,8 miliardi), con tempistiche che tuttavia potrebbero essere più lunghe rispetto a quanto inizialmente ipotizzato”.

“Sulla base dei nostri calcoli – si legge ancora nella nota di Equita SIM – in caso di M&A tra UniCredit e Mps, il beneficio dalla conversione delle DTA ammonterebbe a 3,4 miliardi (1,1 miliardi circa in più rispetto alla norma vigente), con un impatto sul CET1 della combined entity stimato in 90 punti base circa (rispetto a precedenti 60 punti base). Potenzialmente, la norma potrebbe essere supportive anche a una combinazione UniCredit-Banco BPM (stimiamo 3,6 miliardi di beneficio a capitale dalla conversione delle DTA, con impatto sul CET1 della combined a 90 punti base rispetto ai precedenti 70 punti base)”.