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Mps e Pop Bari sperano dopo ok Ue a salvataggio banca tedesca NordLb

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Un po’ più di fiducia a Siena e Bari dopo il via libera di giovedì della Commissione Europea al rafforzamento patrimoniale della Norddeutsche Landesbank- Girozentrale (NordLb), banca tedesca di proprietà pubblica. Le misure, che comportano un investimento di 2,8 miliardi di euro e investimenti per realizzare i necessari cambiamenti strutturali (per un totale di 3,6 mld), non sono stati considerati aiuti di Stato in quanto Bruxelles ritiene che le misure previste saranno attuate a condizioni di mercato.

Il disco verde della Commissione, come rimarca oggi Il Sole 24 Ore, è anche figlio di una nuova fase politica votata più al pragmatismo, pur nell’osservanza delle regole comunitarie. Discontinuità sancita dall’arrivo al vertice della Vigilanza Ue di Andrea Enria al posto di Daniéle Nouy, accusata di eccessiva rigidità. Inoltre l’Italia può contare sul ministro dell’Econimia, Roberto Gualtieri, conoscitore dei meccanismi comunitari.

Per quanto riguarda MPS, con il Tesoro che entro fine anno dovrebbe presentare le linee guida del piano di uscita dal capitale (concordato con l’UE entro fine 2021), adesso i dibattito con l’UE è realtivo alla questione degli Npl. IL Tesoro punta far uscire dal bilancio circa 10-14 miliardi di Npl e la banca senese aspira a farlo a un prezzo il più possibile vicino a quello di bilancio; la posizione di Bruxelles, è di condurre l’operazione a prezzi di mercato considerando anche che a rilevarli sarà Amco, la bad bank pubblica controllata dal Tesoro. Il compromesso tra Bruxelles e Roma, come rimarca il quotidiano i Confindustria, si potrà trovare mediando tra l’esigenza di pulizia, gli equilibri patrimoniali e le regole di mercato.

C’è poi la partita per la Popolare di Bari, su cui si va verso un intervento del Fitd nel capitale, in linea con quanto accaduto per Carige. Pop Bari, che dovrà presentare un piano dettagliato per il rafforzamento patrimoniale, intende “trasformare le attività fiscali differite (Dta) in crediti d’imposta, generando oltre 300 milioni di capitale utile a puntellare i fragili ratio patrimoniali. La misura, approvata dal Dl Crescita, tuttavia in questo caso non sarebbe vista di buon occhio da Bruxelles, sempre per il potenziale aiuto di Stato implicito”, si legge nell’articolo de Il Sole 24 Ore..