Moncler si difende nel semestre, ma ha scarsa “visibilità” sui prossimi mesi
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Moncler apre la stagione dei conti della moda a Piazza Affari con una performance a luci e ombre. Se da un lato tiene la rotta nel difficile contesto di mercato degli ultimi mesi, dall’altro, ammette di “avere poca visibilità sui prossimi mesi”, pur nella consapevolezza di “avere costi sotto controllo”. I numeri stabili sono il frutto di una buona performance nei mercati asiatici che hanno compensato il calo nell’area Emea (Europa, Middle East e Africa).
Dai ricavi all’utile
Guardando alla voce ricavi, Moncler ha realizzato 1,22 miliardi di euro, in crescita dell’1% a cambi costanti rispetto allo stesso periodo del 2024: Moncler è il brand chiave, mentre Stone Island arriva a quota 186,7 milioni me registrando una importante crescita nel secondo trimestre. L’ebit di gruppo è sceso a 224,8 milioni, da 258,7 milioni, con un’incidenza sui ricavi del 18,3% rispetto a 21% nel primo semestre 2024, “a causa principalmente di una diversa ripartizione tra il primo e il secondo semestre delle attività di marketing rispetto all’anno precedente”.
Il risultato netto è sceso a 153,5 milioni da 180,7 milioni. E la posizione finanziaria netta di gruppo è scesa a 980,8 milioni di cassa netta (era pari a 1.308,8 milioni al 31 dicembre 2024 e 845,8 milioni al 30 giugno 2024), dopo il pagamento di 345 milioni di dividendi.
Nel secondo trimestre il gruppo ha realizzato ricavi per 396,6 milioni, in calo dell’1% a cambi costanti rispetto allo stesso periodo del 2024.
Una nota del gruppo evidenzia che i ricavi del marchio hanno subìto il rallentamento sequenziale del canale DTC (la vendita diretta al consumatore), che riflette “condizioni macroeconomiche complesse a livello globale”. Per quanto riguarda Stone Island, invece, nel secondo trimestre i ricavi del brand sono saliti del 6% a cambi costanti anno su anno.
Sul fronte geografico, l’Asia resta il primo mercato di Moncler: 525,7 milioni di ricavi, seguita da Emea con 365,4 milioni. Terzo posto per le Americhe con 147,9 milioni.
Le prospettive
“La prima metà dell’anno ci ha ricordato ancora una volta quanto il mondo possa essere imprevedibile e complesso e quanto sia fondamentale per le aziende rimanere vigili e agili, continuando al tempo stesso a investire nei propri marchi” ha commentato Ruffini. E guardando ai prossimi mesi, il messaggio per i mercati non è del tutto rassicurante. “Vogliamo proteggere una redditività sana. È difficile fare previsioni su come andrà la seconda metà dell’anno. Sinceramente non lo sappiamo e non abbiamo visibilità al momento”, ha detto il group chief corporate and supply officer di Moncler, Luciano Santel, in call con gli analisti per presentare i risultati del primo semestre. “Ricordo solo che l’anno scorso – ha continuato – il terzo trimestre è stato negativo, ma il quarto trimestre è stato piuttosto positivo: quindi, anche questa volta è complicato elaborare previsioni”. Santel ha spiegato che “se i dati negativi dovessero proseguire, ovviamente questo avrebbe un impatto sulla nostra redditività. Detto ciò, stiamo mettendo in atto tutte le azioni possibili per mantenere sotto stretto controllo i costi”.
Sulle stime per i prossimi mesi è intervenuto anche Gino Fisanotti, il chief brand officer di Moncler, spiegando che “per quanto riguarda la seconda metà dell’anno siamo molto fiduciosi rispetto agli strumenti su cui possiamo contare per il secondo semestre. All’inizio della prossima settimana annunceremo un evento importante in programma nei prossimi mesi. Quindi, anche se non posso dire troppo ora, voglio comunque trasmettervi la nostra fiducia: crediamo fermamente di avere tra le mani gli strumenti giusti per continuare a costruire il valore del brand e sostenere la domanda”, ha concluso Fisanotti.