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Moncler ai massimi storici a Piazza Affari. Ruffini sornione su M&A in Italia, analisti vedono diverse strade percorribili

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Niente candidatura da parte di Moncler a diventare polo aggregante del lusso made in Italy. Il presidente e ceo del gruppo dei piumini, Remo Ruffini, in questi giorni si è mostrato scettico circa la possibilità che nasca nel prossimo futuro una risposta italiana alle francesi Lvmh e Kering che negli anni sono diventate dei veri colossi del lusso a colpi di M&A, anche in terra italiana.
Ruffini ribadisce che non vede aggregazioni nel lusso in Italia, in quanto nessun imprenditore, ad eccezione di Renzo Rosso, sembra avere le potenzialità e il desiderio di farlo, e d’altro canto non sembra esserci la volontà di vendere da parte delle famiglie che controllano il rispettivo marchio da generazioni. Ruffini nell’intervista concessa al Corriere si è però detto interessato alla creazione di valore più che al possesso delle quote, e quindi disposto anche ad avere una quota inferiore di Moncler purché nell’ambito di un’operazione che crei valore e che migliori la redditività del gruppo. Parole che sono state interpretate da alcuni organi di stampa come segno della volontà di fare da polo aggregante.

Intanto a Piazza Affari il titolo Moncler veleggia sui massimi storici (oggi picco a 57,48 euro) con +14% Ytd e +74% circa negli ultimi 12 mesi.

I commenti degli analisti a parole Ruffini

“A nostro avviso però – commentano gli analisti di Equita – al momento il gruppo è concentrato sull’integrazione e lo sviluppo di Stone Island, come emerso anche da interviste recenti”. La sim milanese fa riferimento a quella uscita sul Financial Times la scorsa settimana, in cui Ruffini diceva: “Voglio solo lavorare con coerenza su Stone Island, restiamo concentrati sul portarlo nel true luxury world. Non pensiamo di avere tempo ed energie mentali per pensare ad altri marchi”. Dall’altro lato, le dichiarazioni espresso al Corriere potrebbero lasciare spazio di nuovo all’ipotesi che Moncler possa confluire in un gruppo più grande, come in passato si era ipotizzato un possibile interesse di Kering. “Tuttavia – proseguono da Equita – non ci aspettiamo novità a breve neanche su questo fronte, considerato che già prima dell’acquisizione di Stone Island Ruffini aveva espresso la volontà di restare indipendente e di voler/poter sviluppare in autonomia le proprie opzioni di crescita, approccio che pensiamo sia a maggior ragione valido ora che il gruppo è concentrato su Stone Island”. La sim milanese ha su Moncler un rating Hold con target price di 52,5 euro.
Gli esperti di Intesa Sanpaolo sottolineano come la difficoltà di fare aggregazione in Italia nel settore del lusso non sia una novità. “Tuttavia, a nostro avviso, tutti i cambiamenti nel business faranno pressione per accettare fusioni e Ruffini ha ribadito di non guardare alla percentuale di controllo, ma al buon governo”, aggiunge Intesa che è convinta che l’acquisizione di Stone Island non dovrebbe rimanere un episodio isolato nella strategia di crescita a lungo termine di Moncler.