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Mix letale COVID-19 e shock petrolio, BTP affondano. Spread fino a 230, è fuga dall’Italia paralizzata dalla quarantena

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Panico COVID-19 e petrolio sui mercati, il diktat è vendere gli asset più rischiosi e rifugiarsi in quelli più sicuri: a farne le spese è così, tra i vari asset, sicuramente la carta italiana, con i sell off che affossano il valore dei BTP, al punto da far volare lo spread BTP-Bund fino al record intraday (per ora) di 230 punti base. Una fiammata pari, in termini percentuali, a +25% circa.

Residents wearing respiratory mask wait to be given access to shop in a supermarket in small groups of forty people on February 23, 2020 in the small Italian town of Casalpusterlengo, under the shadow of a new coronavirus outbreak, as Italy took drastic containment steps as worldwide fears over the epidemic spiralled. (Photo by Miguel MEDINA / AFP) (Photo by MIGUEL MEDINA/AFP via Getty Images)

D’altronde i tassi sui BTP schizzano  al rialzo all’1,28% (per effetto dei sell off, vista la relazione inversamente proporzionale tra bond e tassi), a fronte dei rendimenti dei Bund tedeschi che testano invece il minimo di sempre, sprofondando al -0,84%.
A essere colpiti maggiormente dagli smobilizzi, sono comunque soprattutto i BTP a due anni, con i tassi che volano fino a +56 punti base allo 0,646%, al valore più alto dal giugno del 2019, prima di ridurre la fiammata e salire comunque in modo sempre sostenuto (+44 punti base allo 0,50%).

I sell off drammatici colpiscono non solo i BTP ma anche Piazza Affari,  che ha deciso di aprire regolarmente dopo la quarantena che il governo Conte ha imposto in Lombardia e diverse province italiane. Tutti i titoli scambiati sul Ftse Mib sono, praticamente, in caduta libera.
‘Seguiamo le regole e l’Italia si rialzerà’ “, ha detto il premier Giuseppe Conte, rilasciando un’intervista a La Repubblica.
Ma al momento prevale il panico, anche perchè a essere presa di mira dal COVID-19, la malattia scatenata dal coronavirus, è proprio l’economia considerata anello debole dell’Eurozona, ovvero, per l’appunto, quella italiana. Un’economia già alle prese con il rischio di una recessione tecnica, colpita ora proprio al cuore.
La Lombardia e alcune delle province isolate dal governo e alle prese con l’emergenza dei contagi sono, infatti, proprio quelle che contribuiscono maggiormente alla crescita – già prima zoppicante e da zero virgola – del Pil italiano, come emerge da questi dati.
Con il numero delle vittime di coronavirus balzato del 50% nella giornata di domenica, a 366 decessi, l’Italia è diventata il paese più colpito dal COVID-19 dopo la Cina, con più di 7.000 persone infettate.

Non solo COVID-19. Ci si mette di mezzo anche shock petrolio

Il quadro di per sé già drammatico per l’Italia è diventato ancora più tragico con il flop della riunione, a Vienna, tra i paesi Opec e non Opec, che si è svolta nelle giornate di giovedì e venerdì scorsi. Flop che ha provocato un vero e proprio shock del petrolio.
Le controparti non hanno raggiunto un accordo sui tagli all’offerta da lanciare, con la Russia che ha detto no alla proposta dell’Opec di tagliare l’offerta di ulteriori 1,5 milioni di barili al giorno, a partire da aprile fino alla fine dell’anno. L’Arabia Saudita ha così deciso di varare sconti massicci ai prezzi di vendita ufficiali del proprio petrolio, scatenando l’avversione al rischio sui mercati, che ora paventano una guerra dei prezzi.
Non solo: secondo alcune fonti riportate da Reuters, la nazione sarebbe pronta ad aumentare la propria offerta oltre la soglia dei 10 milioni di barili. Al momento, il regno saudita produce 9,7 milioni di barili al giorno, ma ha la capacità di aumentare l’offerta fino a 12,5 milioni di barili al giorno.
E così i prezzi del petrolio WTI scambiati a New York sono crollati fino a -33,16% a $27,59 al barile, mentre il Brent è capitolato di oltre il 30% a $31,54 al barile. La notizia è stata più che sufficiente a far esplodere il panico, in un mercato già affondato dal timore per il COVID-19.