Notizie Notizie Italia Unicredit, Intesa, Mps, Bpm e Bper: tanti buy prima dei conti. Ecco il titolo con più upside e quello più caro

Unicredit, Intesa, Mps, Bpm e Bper: tanti buy prima dei conti. Ecco il titolo con più upside e quello più caro

8 Luglio 2026 09:14

Nell’ultimo trimestre sono tornate a ruggire le banche di Piazza Affari. Il riaccendersi della miccia M&A, con anche Intesa Sanpaolo scesa in campo con l’Opas su Mps/Mediobanca, ha innescato un rally prepotente che ha riportato i titoli ad aggiornare i massimi di periodo.

Rally prepotente, Mps +41% in tre mesi

Il settore ritorna così sotto i riflettori e tra qualche settimana a fare da catalyst sarà la nuova tornata di trimestrali. L’indice Ftse Italia All Share Banks negli ultimi tre mesi segna un prepotente +26% con a tirare la volata Banca Mps (+41%) che è il principale oggetto del contendere nel nuovo round di risiko, insieme alla sua controllata Mediobanca (+50%).

Unicredit segna +22% negli ultimi tre mesi e guida la classifica di Piazza Affari a livello di market cap veleggiando sopra i 123 miliardi di euro. L’altra big Intesa Sanpaolo fa nello stesso arco di tempo +10,3%, Banco Bpm quasi +24%, Bper +16%.

Il calendario delle trimestrali bancarie

L’agenda delle trimestrali bancarie vede Unicredit aprire le danze (cda il 22 luglio, diffusione risultati il 23), seguita da Intesa Sanpaolo (29 luglio), Bper (5 agosto), Banco Bpm (5 agosto) e infine Banca Mps (6 agosto).

S&P vede le banche con spalle larghe e margini in miglioramento

L’aggiornamento di metà anno dell’Outlook di S&P Global Ratings per il settore bancario europeo vede le banche europee disporre di un margine sufficiente nei rating per assorbire le sfide operative derivanti dal conflitto in Medio Oriente, tra cui una crescita economica contenuta, una minore fiducia di consumatori e imprese e un livello più elevato di inflazione e dei tassi di policy. Pur prevedendo un rallentamento della crescita dei prestiti, possibili pressioni sui costi e un lieve deterioramento della qualità degli attivi, S&P ritiene che i tassi di interesse più elevati possano migliorare i margini della maggior parte delle banche.

Agricole non intende andare oltre 30% di Bpm

Intanto dalle dichiarazioni di intenzioni che accompagnano la comunicazione alla Consob dell’incremento della quota di Credit Agricole in Banco Bpm, arrivata a ridosso del 30% (29,3%) emerge che la Banque Verte “non ha fatto richiesta alla Bce di superare la soglia del 30% del capitale”, considerando già il proprio investimento “idoneo a conferirle un’influenza significativa sulla banca”. Inoltre, Agricole puntualizza che “non intende proporre la nomina di ulteriori componenti nè la revoca degli attuali membri degli organi amministrativi o di controllo di Banco Bpm attualmente in carica”.

Unicredit apre le danze, ecco la preview

Concentrando lo sguardo su Unicredit, il cui cda si terrà il 22 luglio con diffusione dei conti e conference call il giorno successivo prima dell’apertura dei mercati, il consensus degli analisti pubblicato sul sito dell’istituto di piazza Gae Aulenti prevede l’utile netto attestarsi a 2,83 miliardi nel trimestre tra aprile e giugno, ricavi per 6,48 miliardi, costi operativi per 2,3 miliardi, un margine operativo lordo di 4,18 miliardi. La preview di Banca Akros si posiziona sotto le stime di consensus a livello di utile netto (2,68 mld) e indica per il secondo trimestre un utile operativo solido, con un aumento del 5% su base annua, sostenuto da un maggiore contributo delle partecipazioni azionarie (incluso il dividendo di Generali) e dal perdurare della disciplina sui costi.

Su tutte le big 5 prevalgono i buy

Tra gli analisti prevalgono i giudizi positivi sulle big del settore. Sul titolo Unicredit il 72,7% degli analisti monitorati da Bloomberg dice buy, il 22,7% è hold, mentre il 4,5% è sell. Il prezzo obiettivo medio indicato è di 87,04 euro, con quindi un potenziale upside di quasi il 6% rispetto ai livelli di chiusura di ieri.Lo scorso mese Bank of America ha confermato buy sul titolo indicandolo come top pick e alzando il prezzo obiettivo da 92 a 100 euro. Tra i più positivi spicca anche Bnp Paribas con target a 96 euro.

L’altra big, Intesa Sanpaolo vede ben il 77,8% degli analisti dire ‘buy’, l’11,1% è ‘hold’, mentre l’11,1% ha un giudizio ‘sell’. Il prezzo obiettivo medio indicato è di 6,80 euro, con un rendimento potenziale del 9,1% rispetto ai livelli attuali, che la pone quindi come la banca che ad oggi risulta più sottovalutata a detta degli analisti. Tra i più positivi su Intesa spiccano Equita Sim con prezzo obiettivo a 7,4 euro e Intermonte con target a 7,3 euro.

Raffica di buy anche su Bper, tra i migliori del settore come saldo negli ultimi 12 mesi (+45%). Il 75% degli analisti ha raccomandazione d’acquisto con prezzo obiettivo a 14,40 euro e rendimento potenziale del 3%. Tra i più positivi spiccano Jefferies ed Equita, con target rispettivamente a 16 e 15 euro.

Più freddi i giudizi su Banco Bpm, protagonista di un +43% nell’ultimo anno. Tra gli analisti i buy sono infatti pari solo al 30,8%, sostanzialmente appaiati i giudizi hold (30,5%) e sell (30,8%). Il prezzo obiettivo indicato è di 13,90 euro, ossia il 10% sotto i valori attuali.

Infine, Banca Mps che vanta un 55,6% di giudizi buy e 33,3% di hold, solo 11,1% i sell. Il target price medio degli analisti è in area 10,72 euro, ossia il 3,7% sotto i livelli attuali. Deutsche Bank fissa il target più ambizioso a 12 euro.