Metalli ancora in rally: oro firma 51esimo record del 2025, argento verso 70$
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Ennesimo record di questo 2025 per l’oro e argento che proseguono la loro corsa inarrestabile. Le crescenti tensioni geopolitiche e le scommesse su ulteriori tagli dei tassi statunitensi hanno dato ulteriore slancio alla migliore performance annuale in oltre quattro decenni.
Le quotazioni
Il prezzo del lingotto spot, ovvero con consegna immediata, sale di quasi il 2% e viaggia sopra i 4.400 dollari l’oncia, superando il precedente record di 4.381 dollari l’oncia stabilito a ottobre, mentre le quotazioni dell’argento avanzano del 2% e si avvicinano ai 70 dollari l’oncia. Un ulteriore allungo dopo il rally impetuoso che ha messo i due metalli saldamente sulla buona strada per mettere a segno la migliore performance annuale dal 1979.
Da inizi anno l’oro ha messo a segno un rialzo di quasi il 70% quest’anno, sostenuto da i forti acquisti da parte delle banche centrali e dagli afflussi in ETF, mentre l’argento è salito di circa il 135%. Tra i metalli preziosi anche il platino e il palladio si sono messi in evidenza, registrando rispettivamente un rialzo di oltre il 130% e 100%.
Fed e geopolitica: i due driver
L’ennesima spinta rialzista arriva dalle scommesse degli operatori che vedono la Federal Reserve (Fed) pronta a tagliera i tassi di interesse due volte nel 2026. La seconda questione riguarda le crescenti tensioni geopolitiche che stanno aumentando l’attrattiva dell’oro e dell’argento come beni rifugio. Gli Stati Uniti hanno intensificato il blocco petrolifero contro il Venezuela, aumentando la pressione sul governo del presidente Nicolás Maduro, mentre l’Ucraina ha attaccato per la prima volta una petroliera della flotta ombra russa nel Mar Mediterraneo.
Nel suo consueto commento settimanale il Global Credit Team di Algebris Investments sottolinea come “nel periodo festivo, la politica estera statunitense resta fortemente concentrata sulle dinamiche geopolitiche. Sul fronte ucraino, l’amministrazione Trump sta spingendo con decisione per un cessate il fuoco e per un’accelerazione dei negoziati, ma Zelensky opera in un contesto politico più complesso dopo uno scandalo di corruzione” e “parallelamente, l’influenza statunitense in America Latina si è intensificata, raggiungendo un picco in Venezuela, dove la pressione sul regime di Maduro è aumentata in modo significativo: gli Stati Uniti stanno bloccando petroliere al largo della costa, di fatto interrompendo i flussi di entrate petrolifere. Nel frattempo, continuano a crescere le aspettative di un possibile cambio di regime”.
De Casa: oro al 51esimo record del 2025, argento verso 70$
“Cambiano i market driver: una volta sono le aspettative per tassi in ribasso, l’altra le tensioni geopolitiche, l’altra ancora la sfiducia verso il dollaro. Ma non cambia il risultato finale: sui mercati si comprano oro e argento e – più in generale metalli preziosi, con il platino secondo best performer dietro l’argento e davanti a palladio ed oro in un 2025 sopra le righe per l’intero comparto. Ecco, quindi, l’oro al 51° record del 2025, mentre l’argento si avvicina ai 70 dollari per oncia”, ha commentato a FinanzaOnline Carlo Albero De Casa, analista di Swissquote.
Operativamente, osserva l’esperto, il trend è ancora rialzista per entrambi. “La volatilità resta elevata e – considerando l’importante rally degli ultimi 12-24 mesi – chi fa trading short term deve mettere in conto anche la possibilità di correzioni significative, anche se al momento non si vedono segnali di inversione, con i tori che dominano ancora la scena, con un prezzo in rialzo indipendentemente dai vari market driver del momento”.