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Mercati: VIX al picco ma è il momento buono per investire delle riserve di liquidità

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Con la diffusione del coronavirus in tutto il mondo, i mercati azionari globali hanno conosciuto livelli di volatilità estremi. Generalmente in tali situazioni, gli investitori decidono di non muoversi e attendere che la tempesta passi. Ma è questa la migliore linea d’azione si chiedono gli analisti di Goldman Sachs Asset Management che per rispondere hanno analizzato l’andamento del VIX index, conosciuto come il misuratore della paura del mercato.
Andamento dei mercati: uno sguardo al VIX

Il VIX è ricavato dai prezzi in tempo reale delle opzioni sull’S&P 500 Index e misura la volatilità del mercato statunitense, ma viene anche ampiamente usato come indicatore della volatilità del mercato azionario globale.
Il 9 marzo scorso, il VIX ha superato il livello di 50, che indica condizioni di elevata volatilità, e si trovava ancora al di sopra di quella soglia il 3 aprile. I dati giornalieri del VIX che risalgono al 1990 mostrano che ci sono stati solo tre periodi in cui il VIX ha superato quota 50, e tutti si sono verificati in corrispondenza della crisi finanziaria globale nel 2008 e 2009.


Come sottolineano gli analisti di Goldman Sachs AM, solitamente i rendimenti dell’S&P 500 a 12 mesi successivi, dopo questi tre periodi, sono stati solidi, anche quando erano stati moderati nel breve termine. Questo vale in particolare per chi ha investito proprio quando il VIX è sceso al di sotto di quota 50. Il rendimento medio a 12 mesi del 32,4% è ben al di sopra del rendimento annuale medio di lungo periodo dell’S&P 500, che è pari al 9%, registrato tra il secondo trimestre del 1990 e il primo trimestre del 2020.
Il VIX ai tempi del Covid-19
Stesso discorso valevole anche oggi alla luce del Coronavirus? I dati a disposizione sono limitati, indicano gli esperti ma allo stesso tempo suggeriscono che se si ha un orizzonte temporale di investimento di almeno un anno, potrebbe essere il momento buono per investire delle riserve di liquidità.
La strategia sembra essere valida anche quando il VIX supera il livello di 40 ma si ferma al di sotto di quota 50. Nel corso degli ultimi tre decenni, il VIX ha superato la barriera di 40 in 10 occasioni. In tutte queste occasioni, con l’eccezione di due avvenimenti (gli attacchi dell’11 settembre e la crisi finanziaria globale), i rendimenti azionari sono stati positivi 12 mesi dopo il giorno in cui il VIX ha superato quota 40. Se misuriamo dal giorno in cui il VIX è ridisceso al di sotto di quota 40, i rendimenti a 12 mesi sono stati positivi 9 volte su 10.
Se si ha una tempistica di almeno un anno e si riescono a sopportare le oscillazioni estreme del mercato in quell’anno, l’esperienza passata suggerisce che presto potrebbe essere il momento giusto per investire eventuali riserve di liquidità in azioni, concludono gli esperti.