Mercati in fase di normalizzazione: la view (moderatamente) positiva di Equita
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Novembre si è chiuso con un lieve arretramento per i listini globali, ma il mese ha raccontato molto più di un semplice segno meno. Gli analisti di Equita SIM – Monthly Italy parlano di una fase di normalizzazione, non di inversione, e mantengono una postura moderatamente costruttiva sui mercati azionari.
Dopo un avvio difficile, le Borse mondiali hanno ridotto le perdite sul finale, chiudendo appena sotto la parità. Le preoccupazioni per una possibile bolla dell’intelligenza artificiale, l’ipotesi di una Federal Reserve più rigida e i dubbi sulla tenuta dei consumi avevano appesantito il sentiment nella prima parte del mese. La situazione è migliorata solo nelle ultime sedute, grazie a dati macro USA più morbidi che hanno riaperto la porta a un taglio dei tassi e ai rumors sul possibile arrivo di Kevin Hassett alla guida della FED, figura nota per il suo orientamento accomodante.
Trimestrali solide e segnali di resilienza in Europa: la view di Equita
La stagione delle trimestrali ha offerto un ulteriore sostegno ai mercati. Negli Stati Uniti, gli utili dell’S&P 500 depurati dai “Magnifici 7” sono cresciuti del 12% su base annua, il miglior ritmo degli ultimi tre anni, mostrando una partecipazione più ampia oltre il comparto tecnologico. In Europa il quadro resta più eterogeneo, ma i risultati hanno complessivamente superato le attese e cominciano a delinearsi condizioni favorevoli per un’accelerazione degli utili nel 2026, sostenuta da un miglioramento graduale del contesto macro e da condizioni finanziarie più distese.
Tra i settori, la difesa europea è risultata particolarmente debole, penalizzata dal clima più disteso sui colloqui di pace tra Russia e Ucraina. Gli analisti di Equita SIM invitano però alla prudenza: un possibile disimpegno degli Stati Uniti dal fronte europeo potrebbe costringere i Paesi UE a mantenere o aumentare gli investimenti militari, rafforzando la tesi positiva su titoli come Leonardo e Avio. Contestualmente, la prospettiva di una ricostruzione post-conflitto apre spazi interessanti per realtà come Buzzi e Webuild.
Perché l’Europa resta interessante
Sul fronte macroeconomico globale, i PMI hanno mostrato stabilità, mantenendosi su livelli moderatamente espansivi. Molto più movimentato è stato invece il mercato dei tassi: nel giro di poche settimane, la probabilità di un taglio della FED a dicembre è crollata al 25% per poi risalire sopra l’80%, segno di una forte sensibilità degli investitori a ogni segnale proveniente dal mercato del lavoro.
Nonostante l’incertezza, gli analisti di Equita SIM mantengono una visione positiva sui mercati europei. La crescita economica dell’Eurozona dovrebbe ricevere un forte impulso fiscale, in particolare dalla Germania, con investimenti pubblici e incentivi in grado di stimolare la domanda interna e generare effetti benefici su tutta l’area. Le valutazioni restano attraenti, con multipli ancora ragionevoli e una crescita degli utili attesa in forte accelerazione nel 2026, tale da ridurre il divario rispetto agli Stati Uniti. Inoltre, il posizionamento relativamente leggero degli investitori sull’Europa potrebbe favorire future riallocazioni, specie in caso di attenuazione delle tensioni geopolitiche.
Nel portafoglio raccomandato di Equita SIM, la quota investita si attesta al 92,4% contro il 93,5% del mese precedente, rimanendo comunque sopra il livello neutrale del 90%. Una scelta che riflette un approccio costruttivo ma prudente in una fase in cui i mercati stanno ancora cercando un nuovo equilibrio.