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Mercati affossati dalle vendite dopo meeting Bce. Enel e Telecom in fase correttiva

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Debolezza sui mercati europei in questo finale d’ottava. L’attenzione degli investitori è rivolta alle prospettive di stimoli fiscali e monetari. Non cala, intanto, l’attenzione sulle notizie dal fronte della pandemia, e in particolare si guarda alla Cina dove sale il rischio di ripresa del virus dopo che diversi focolai sono emersi in alcune parti del Paese. Ieri è stata la giornata della Bce. Come da attese nessuna sorpresa dal primo meeting del 2021. I tassi di interesse sono rimasti fermi a zero ed è stata conferma la dotazione complessiva nell’ambito del Programma di acquisto per l’emergenza, che a dicembre era stata innalzata a 1.850 miliardi di euro. Gli acquisti andranno avanti almeno fino a marzo 2022.

Enel: si allontana dai massimi storici


Quadro grafico estremamente positivo per Enel che ha toccato il 12 gennaio il massimo storico a 9,04 euro grazie alla forza sprigionata dalla candela long day dell’8 gennaio ad alta volatilità. Poco dopo è scattata qualche presa di beneficio sul titolo che è scivolato fino al test del supporto a 8,54 euro. Un primo accenno di debolezza si avrebbe con la conferma della rottura di tale livello che potrebbe innescare accelerazioni al ribasso con target a 8,24 e 8 euro. Oppure, Enel potrebbe proseguire la fase di consolidamento fisiologico in attesa di trovare la forza per superare la resistenza a 8,77 euro così da tentare un nuovo assalto ai massimi in area 9 euro e poi target a salire.
Per chi volesse operare Long a leva, potrebbe considerare il Turbo Open End Long UniCredit ISIN DE000HV4HTK1 con leva 6 volte e strike a 7,151625 euro, oppure ISIN DE000HV4HTL9 con leva 7 volte e strike 7,403375 euro.
Per chi volesse operare Short a leva, potrebbe considerare il Turbo Open End Short UniCredit ISIN DE000HV4FC11 con leva 6 volte e strike a 9,829242 euro.

Telecom Italia: scivolone dopo test 0,40 euro


Telecom Italia mantiene un quadro grafico sostanzialmente positivo, ben delineato dal poderoso rimbalzo avviato dai minimi storici di fine ottobre a 0,28 euro che ha fatto recuperare al titolo parecchio terreno per poi andare a infrangersi contro la resistenza statica di 0,40 euro che da circa 10 mesi ostacola il rialzo dei corsi. Diversi i tentativi di infrangere tale livello, tutti falliti, anche l’ultimo ad inizio 2021. È poi iniziata una fase di debolezza che ha portato Tim verso l’area di supporto importante formata dal livello statico di 0,36 euro e la media mobile 200 periodi. La conferma della rottura con volatilità di questa fascia di prezzo aprirebbe a discese verso 0,35 e 0,33 euro. Al rialzo, invece, il superamento di 0,40 euro, sostenuto da volatilità e volumi, confermerebbe la forza del titolo con target 0,42 e 0,43 euro.
Per chi volesse operare Long a leva, potrebbe considerare il Turbo Open End Long UniCredit ISIN DE000HV4HKN4 con leva 5 volte e strike a 0,302359 euro, oppure ISIN DE000HV4HKP9 con leva 7 volte e strike 0,322496 euro.
Per chi volesse operare Short a leva, potrebbe considerare il Turbo Open End Short UniCredit ISIN DE000HV4D821 con leva 7 volte e strike a 0,411185 euro.