Notizie Notizie Mondo Meno Apple e Amazon, entra il NY Times: le ultime mosse di Warren Buffett alla guida di Berkshire Hathaway

Meno Apple e Amazon, entra il NY Times: le ultime mosse di Warren Buffett alla guida di Berkshire Hathaway

18 Febbraio 2026 11:41

Nel suo ultimo trimestre alla guida di Berkshire Hathaway, Warren Buffett ha messo mano ancora una volta al portafoglio del gruppo, riducendo l’esposizione ai colossi tecnologici e aprendo una nuova posizione nel settore media. A rivelarlo le ultime comunicazioni alla SEC, la Consob americana, rese note oggi che indicano le ultime mosse strategiche del leggendario investitore che a fine 2025 ha ufficialmente passato le consegne della sua conglomerata a Greg Abel.

Apple resta il pilastro portafoglio di Berkshire

Nel quarto trimestre 2025, l’ultimo in cui l’oracolo di Omaha era alla guida della Berkshire, la holding ha ridotto del 4,3% la partecipazione in Apple, portando il valore della quota a circa 61,96 miliardi di dollari. Nonostante il taglio, il gruppo di Cupertino rimane di gran lunga la prima partecipazione azionaria in portafoglio. La riduzione si inserisce in un percorso iniziato a fine 2023. All’epoca la posizione in Apple valeva oltre 175 miliardi di dollari; oggi si aggira intorno ai 60 miliardi. Solo nell’ultimo trimestre sono state vendute circa 10,3 milioni di azioni.

Buffett ha sempre considerato Apple più come una società di beni di consumo con un marchio fortissimo che come una pura azienda tecnologica. Tuttavia, dopo anni di sovraperformance dei titoli Big Tech — trainati dall’entusiasmo per l’intelligenza artificiale esploso dopo il boom di ChatGPT nel 2022 — il settore ha rallentato. Nel 2025 Apple ha guadagnato circa il 9%, sottoperformando però l’oltre +16% dello S&P 500. Dall’inizio del 2026 il titolo è in lieve calo.

Amazon quasi azzerata

Ben più marcato il ridimensionamento su Amazon. Berkshire ha venduto oltre il 75% della propria quota nel colosso dell’e-commerce, cedendo 7,7 milioni di azioni. La partecipazione, che a fine terzo trimestre valeva circa 2,1 miliardi di dollari, si è ridotta a circa 457 milioni. La scelta segnala una presa di profitto significativa su un titolo che, come altri nomi tecnologici, ha beneficiato della corsa all’AI ma che negli ultimi mesi si è mosso con maggiore cautela, anche per i timori legati ai costi elevati degli investimenti infrastrutturali e a valutazioni considerate tirate.

Nuovo ingresso: il New York Times

Tra le novità del trimestre spicca l’avvio di una nuova posizione nel New York Times, per un valore di circa 351,7 milioni di dollari. Si tratta di una quota relativamente contenuta — 29ª su 41 partecipazioni totali — ma significativa dal punto di vista simbolico: un investimento in un gruppo editoriale con un modello sempre più orientato agli abbonamenti digitali.

Le prime dieci partecipazioni di Berkshire Hathaway

A fine quarto trimestre, le principali posizioni di Berkshire risultavano:

  • Apple – 61,96 miliardi (-4,3% nel numero di azioni)
  • American Express – 56,09 miliardi
  • Bank of America – 28,45 miliardi (-8,9%)
  • Coca-Cola – 27,96 miliardi
  • Chevron – 19,84 miliardi (+6,6%)
  • Moody’s – 12,6 miliardi
  • Occidental Petroleum – 10,89 miliardi
  • Chubb – 10,69 miliardi (+9,3%)
  • Kraft Heinz – 7,9 miliardi
  • Alphabet – 5,59 miliardi.

Il quadro conferma una forte esposizione a titoli finanziari, energetici e consumer, con la tecnologia che resta centrale ma progressivamente ridimensionata.

Il passaggio di testimone ad Abel

Il quarto trimestre è stato l’ultimo con Buffett nel ruolo di amministratore delegato. Dopo aver guidato Berkshire dal 1965, trasformandola in un conglomerato assicurativo e d’investimento da oltre mille miliardi di dollari, l’investitore ha ceduto ufficialmente il timone a inizio anno a Greg Abel, già vicepresidente delle attività non assicurative. Buffett resta presidente del consiglio di amministrazione, ma le ultime mosse di portafoglio potrebbero riflettere anche la volontà di consegnare al successore una struttura più snella e facilmente gestibile, con un peso meno concentrato sui giganti tecnologici.