Mellon: “Non assumere posizioni aggressive”
Nei mesi scorsi le condizioni del mercato hanno subito una brusca svolta. Mentre nel primo trimestre tutti i prezzi erano saliti, nelle scorse settimane i prezzi delle obbligazioni, dei titoli azionari e delle commodity sono scesi simultaneamente. "Ciò per l'intensificarsi tra gli investitori della convinzione di un imminente rialzo dei tassi di interesse negli Usa", dice Peter Hensman, Global Strategist di Mellon Global Investments, "Un primo rialzo di un quarto di punto in occasione della riunione del 30 giugno del FOMC è praticamente una certezza. Il capovolgimento del sentiment riflette l'idea sempre più diffusa che l'economia US sia ritornata a crescere ad un passo normale. La nostra view è che una prosecuzione dell'attuale scenario di crescita moderata, che che non preoccupa né per le possibilità di inflazione nè per una possibile deflazione, è estremamente improbabile. Le alternative più probabili sono che la Fed stia ritardando il percorso di rialzo dei tassi di interesse necessario per assicurare un'espansione al riparo dall'inflazione, o che l'economia si dimostri non in grado di sopravvivere alla rimozione degli stimoli, con gli investitori di nuovo preda di timori di deflazione. Su queste basi, non ci sembrano opportune scommesse troppo aggressive. Piuttosto è meglio attendere di vedere quale direzione si evidenzierà nell'attività economica".