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MEF, BTP a 30 anni: 450 investitori per una domanda complessiva pari a oltre 41 miliardi di euro

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Circa 450 investitori per una domanda complessiva pari a oltre 41 miliardi di euro: questi alcuni dei dettagli sul nuovo BTP a 30 anni resi noti dal MEF. Il collocamento del titolo con scadenza 1 settembre 2049 e cedola annua del 3,85% è stato effettuato tramite la costituzione di un sindacato composto da Banca IMI S.p.A., BNP Paribas, Crédit Agricole Corp. Inv. Bank, Deutsche Bank A.G. e Goldman Sachs Int. Bank che hanno partecipato in veste di lead manager, mentre tutti gli altri Specialisti in titoli di Stato hanno rivestito il ruolo di co-lead manager dell’operazione. Secondo quanto rende noto il Ministero guidato da Giovanni Tria, quasi metà del collocamento è stato sottoscritto da fund manager (45,2%), mentre le banche ne hanno sottoscritto circa un quarto (25,8%). Gli investitori con un orizzonte di investimento di lungo periodo hanno acquistato circa il 17,6% (in particolare il 7,4% è stato allocato a banche centrali e istituzioni governative, mentre il 10,2% è andato a fondi pensione e assicurazioni). Agli hedge fund è stato allocato il 10,9% dell’ammontare complessivo. Le imprese non finanziarie hanno partecipato all’emissione con una quota residuale pari allo 0,5% circa. Estremamente diversificata la distribuzione geografica del titolo che ha visto il coinvolgimento di oltre 35 paesi: gli investitori esteri si sono aggiudicati il 73,6% dell’emissione, mentre gli investitori domestici ne hanno sottoscritto il 26,4%. Tra gli investitori esteri, di rilievo è stata in particolare la quota sottoscritta da investitori residenti nel Regno Unito (il 29,5%). Il resto del collocamento è stato allocato in larga parte in Europa continentale (il 36,3%), ed in particolare in Germania, Austria e Svizzera (18,9%), nei Paesi Scandinavi (5,6%), in Francia (3,8%), in Spagna (3,8%) e in altri paesi europei (4,2%). Al di fuori dell’Europa, significativa la partecipazione di investitori statunitensi, che si sono aggiudicati il 6,4% dell’emissione, mentre una quota residuale pari all’1,4%, è stata allocata ad investitori residenti in altri paesi.