Notizie Notizie Mondo Meeting Bce, il conflitto accende dibattitto tassi: rialzi non più esclusi

Meeting Bce, il conflitto accende dibattitto tassi: rialzi non più esclusi

19 Marzo 2026 16:44

Il conflitto avrà un impatto rilevante sull’inflazione a breve termine tramite i rincari dei beni energetici“. È questo uno dei passaggi chiave del comunicato che accompagna la decisione di politica monetaria della Banca centrale europea (Bce). Una dichiarazione sufficiente a confermare i timori del mercato sull’inflazione, con le stime per il 2026 riviste al rialzo.

Una narrativa che sostiene (almeno in parte) il rapido cambio di scenario del mercato che nel giro di poco tempo è passato da una narrativa all’altra: dal prevedere un taglio dei tassi meno di un mese fa, a due rialzi nel corso del 2026.  Al momento, la Banca Centrale Europea mantiene aperte tutte le opzioni in un contesto da un’elevata incertezza.

“La Bce ha mantenuto i tassi invariati, offerto un approccio prudente ma ha segnalato di essere pronta ad agire se necessario, fornendo indicazioni sui nuovi parametri che monitoreranno – sintetizzano da Mps Capital Services -. Gli OIS prezzano circa 60pb di rialzo entro fine anno con il primo rialzo da 25pb pienamente prezzato per giugno“.

Lagarde: approccio guidato da dati, tassi basati su valutazione stime inflazione e rischi

“Per definire l’orientamento di politica monetaria adeguato, il Consiglio direttivo seguirà un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono adottate di volta in volta a ogni riunione“, ha sottolineato Christine Lagarde, presidente della Bce, ribadendo uno dei passaggi chiave del comunicato. In particolare, le decisioni sui tassi di interesse saranno basate sulla sua valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, nonché della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi”.

Tassi Bce: il dibattito si sposta sui rialzi

Il dibattito sulla traiettoria futura dei tassi Bce resta più aperto che mai dopo la riunione di oggi, che si è conclusa con una nuova pausa sui tassi (per la sesta riunione consecutiva). Le preoccupazioni legate all’inflazione sono tornate a salire e alimentano le attese sulle prossime mosse del consiglio direttivo guidato da Lagarde. Sul tema prezzi, nel corso della conferenza stampa odierna, la presidente ha chiarito:

“Siamo sia ben posizionati sia ben attrezzati per affrontare lo sviluppo di uno shock importante come quello che si sta manifestando e continueremo a farlo”.

“Fino a poche settimane fa, la riunione odierna della Banca Centrale Europea avrebbe visto un dibattito più acceso su possibili ulteriori tagli dei tassi. La guerra in Medio Oriente ha di fatto cambiato lo scenario: ora sono i rialzi dei tassi a tornare sul tavolo – afferma Carsten Brzeski, Global Head of Macro di ING -. Tuttavia,  un aumento dei tassi non appare imminente. Il cambiamento di tono e di linguaggio nell’annuncio di politica monetaria indica maggiore incertezza, ma segnala anche che – almeno per ora – la Bce considera lo shock dei prezzi dell’energia come un evento isolato, pur rimanendo in stato di massima allerta“.

Per Simon Dangoor, deputy chief investment officer of fixed income and head of fixed income macro strategies di Goldman Sachs Asset Management, la prossima mossa della Bce potrebbe essere un rialzo dei tassi, alla luce dello shock sui prezzi dell’energia. “Tuttavia, un inasprimento nel breve termine appare poco probabile, a meno che tali pressioni non si rivelino persistenti”, aggiunge l’esperto spiegando che il Consiglio direttivo è chiaramente sensibile ai rischi al rialzo per l’inflazione, ma probabilmente cercherà di valutare i potenziali effetti secondari prima di intervenire.

“Per ora, l’enfasi sui rischi al rialzo per le prospettive di inflazione nella dichiarazione di decisione e una revisione al rialzo dello 0,7% delle previsioni di inflazione dello scenario di base per il 2026 segnalano la preoccupazione della banca per una rinnovata pressione inflazionistica e la sua disponibilità a rispondere con aumenti. Prevediamo che la Bce procederà ad almeno un aumento dei tassi entro la fine di quest’anno. Il ritmo e la tempistica di questi aumenti dipenderanno dalla durata del conflitto in Medio Oriente“. E’ di questa idea Felix Feather, economista presso Aberdeen Investments.

Come reagire a uno shock dei prezzi del petrolio?

Brzeski entra ancora più nel merito dello shock dei prezzi energetici. “Negli ultimi 25 anni, la funzione di reazione della Bce agli shock dei prezzi del petrolio è chiaramente cambiata. Alcuni direbbero: si è evoluta. Da una risposta inizialmente immediata di politica monetaria si è passati a una lettura più sfumata, concentrata sugli effetti di secondo livello e, infine, alla distinzione tra shock dei prezzi dell’energia guidati dall’offerta e shock guidati dalla domanda. La risposta tardiva della Bce all’impennata inflazionistica del 2022 non fu tanto il risultato di una valutazione errata dello shock energetico, quanto piuttosto dell’iniziale mancata consapevolezza che uno shock dal lato dell’offerta si fosse trasformato in uno shock dal lato della domanda”.

Secondo la presidente Lagarde, la Bce ha modelli migliori rispetto al 2022 e una migliore comprensione dei meccanismi di pass-through che governano la trasmissione degli shock all’inflazione.

“I mercati si concentreranno sulle indicazioni della presidente della Bce, Christine Lagarde, riguardo a come la banca centrale intende bilanciare il rischio di una ripresa dell’inflazione con i segnali di rallentamento della crescita – spiega Violeta Todorova, Senior Research Analyst di Leverage Shares -. Per ora, i responsabili delle politiche monetarie sembrano disposti a rimanere ancorati ai dati, ma il percorso dei tassi di interesse si sta orientando sempre più verso la possibilità di un ulteriore inasprimento qualora lo shock energetico dovesse persistere, il che eserciterebbe inevitabilmente una pressione al ribasso sulle economie e sui mercati azionari europei”.