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Mazziero vede debito pubblico sulle montagne russe. Intanto schizza la spesa per interessi

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il debito italiano potrebbe segnare una decisa diminuzione a fine 2018, ma sarà solo una pausa nel percorso di crescita che dovrebbe riprendere con decisione nella prima metà del 2019. Le nuove stime diffuse da Mazziero Research vedono il debito pubblico “sulle montagne russe” nei prossimi mesi. Il primo riscontro arriverà il 15 gennaio con i dati relativi al mese di novembre 2018.

 

IL GRAFICO SULL’EVOLUZIONE DEL DEL DEBITO PUBBLICO 

La linea rossa del grafico indica i valori ufficiali del debito pubblico, siamo a 2.334 miliardi (valore relativo ad ottobre e pubblicato da Banca d’Italia il 14 dicembre scorso); la linea grigia mostra l’evoluzione futura secondo le Stime della Mazziero Research (la tabella sotto il grafico riporta l’affidabilità delle nostre stime).

 

Il debito di novembre è stimato in lieve aumento a 2.342 miliardi (intervallo di confidenza entro +/- 4 miliardi). Seguirà, sempre secondo Mazziero Research, un forte calo del debito a dicembre su valori che al momento stimiamo intorno a 2.319 miliardi per poi tornare a salire in modo consistente nel primo semestre del 2019, portandosi a giugno in una fascia compresa tra 2.368 e 2.395 miliardi.

 

 

IL CONTO DELLO SPREAD: BALZO DELLA SPESA PER INTERESSI

Intanto sono arrivati i dati Istat sui conti pubblici italiani al 30 settembre 2018. Nel terzo trimestre 2018 il deficit dell’Italia è stato pari al -1,7% dal -1,8% nello stesso trimestre del 2017. Lo rende noto l’Istat. Il saldo primario delle pubbliche amministrazioni (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato positivo, con un’incidenza sul Pil del 2%, a fronte dell’1,6% nel terzo trimestre del 2017. Il saldo corrente è stato anch’esso positivo, con un’incidenza sul Pil dell’1,1% (1,6% nel terzo trimestre del 2017).

 

“L’aumento dell’avanzo primario è stato quasi completamente bilanciato dalla crescita della spesa per interessi (salita di circa 1,7 miliardi rispetto al terzo trimestre 2017)”, rimarca l’Istat.

 

Proprio nel corso del terzo trimestre si erano acuite le tensioni sui Btp con lo spread Btp-Bund andato anche oltre la soglia dei 300 pb, più che raddoppiato rispetto ai livelli a cui viaggiava prima di maggio.

 

L’Italia è alle prese anche con il problema crescita. Il terzo trimestre ha visto un segno meno (-0,1% t/t) e le attese per gli ultimi 3 mesi dell’anno non sono positive.  La Mazziero Research stima nel 4° trimestre una variazione nulla che porterebbe a un valore annuale pari allo 0,9% corretto per gli effetti di calendario. Il Governo mantiene invece una stima del PIL per quest’anno a +1,2%.