Notizie Notizie Italia Per Lvmh tonfo utili, ma in Borsa corre. I titoli del lusso di Piazza affari da preferire

Per Lvmh tonfo utili, ma in Borsa corre. I titoli del lusso di Piazza affari da preferire

25 Luglio 2025 12:26

Continua a la frenata degli acquisti di lussuose borse Louis Vuitton e giacche Dior, con la divisione moda e pelletteria del colosso Lvmh che ha fatto peggio delle attese nel secondo trimestre dell’anno. Nonostante ciò oggi la reazione degli investitori alla Borsa di Parigi è positiva, con titolo che sale del 3% in area 484 euro. Il titolo ha perso circa il 28% negli ultimi 12 mesi.

Ricavi in calo del 4% tonfo dell’utile

Il gigante europeo del lusso ha riportato un utile netto in calo a doppia cifra nella prima metà dell’anno complice il contesto “economico e geopolitico instabile”, rimarca la società. Il conglomerato del lusso, che negli ultimi mesi ha subito il sorpasso da parte di Hermes come maggior gruppo del lusso per valore di mercato, sta soffrendo a causa di una flessione della domanda, in particolare in Cina. L’utile delle operazioni ricorrenti nel primo semestre è ammontato a 9 miliardi di euro, in calo del 15% rispetto all’anno precedente, leggermente superiore alle stime di consensus degli analisti che erano di 8,8 miliardi di euro.

Nel secondo trimestre i ricavi hanno raggiunto i 19,5 miliardi di euro, con un calo organico del 4% su base annua, in linea con le previsioni. Nonostante le vendite siano scese, il presidente e ceo Bernard Arnault ritiene che Lvmh stia dimostrando la sua “resilienza” nel contesto attuale. “Ci stiamo avvicinando alla seconda metà dell’anno con grande attenzione e ho fiducia nel formidabile potenziale a lungo termine”, ha affermato Arnault.

Nel dettaglio i ricavi della divisione moda e pelletteria , l’unità più grande del gruppo, sono diminuiti del 9% nel secondo trimestre, facendo peggio del calo del 7,8% atteso dagli analisti. Sia il settore vini e liquori che quello moda hanno registrato un calo del fatturato dell’8%, attestandosi rispettivamente a 2,6 e 19 miliardi di euro.

Dazi al 15%? “Un buon compromesso”

In merito alla questione dazi, che impensierisce non poco il produttore di borse Louis Vuitton e di champagne Dom Perignon, il gruppo sta valutando contromisure alla guerra commerciale. Il gruppo ha già tre stabilimenti produttivi negli Stati Uniti e sta pianificando di aprirne un altro in Texas stando a quanto detto da dal ceo Bernard Arnault in un’intervista a Le Figaro.

La cfo Cecile Cabanis ha affermato che uno scenario di dazi del 15% sarebbe un “buon risultato”, perché alcuni marchi LVMH, a parte alcuni vini e liquori come il Cognac Hennessy, godono ancora di potere sui prezzi.

La stessa Cabanis ha sottolineato che le vendite negli Stati Uniti sono rimaste stabili nel secondo trimestre, in miglioramento rispetto al primo, grazie anche alle maggiori vendite di champagne e alla resilienza della divisione moda e pelletteria in quel mercato.

Da un punto di vista geografico, l’Asia, escluso il Giappone, ha mostrato un leggero miglioramento rispetto al trimestre precedente, pur rimanendo in territorio negativo (-6% su base annua rispetto al -9% stimato). Il Giappone, invece, ha registrato un calo del 28% su base annua a causa del rallentamento della spesa turistica e della base di confronto estremamente difficile (+57% su base annua nel secondo trimestre 2024).

Banca Akros: in Italia preferenza per il lusso assoluto di Cucinelli

“I risultati di Lvmh dimostrano ulteriormente la mancanza di visibilità sul secondo semestre per il settore del lusso”, argomentano gli esperti di Banca Akros che in questo contesto sul fronte italiano mantengono la preferenza a Piazza Affari su Brunello Cucinelli (buy con target price a 125 euro) grazie al suo posizionamento nel segmento del lusso assoluto e alla sua bassa esposizione al mercato asiatico (circa 27% dei ricavi). “Siamo più cauti nel breve termine sugli altri titoli del lusso, ossia Moncler e Salvatore Ferragamo.