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L’Italia di Draghi corre il doppio del previsto, PIL fa nettamente meglio di Germania e Francia. Rischio frenata in mesi autunnali con variante delta

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Sorpresa positiva dal Pil dell’Italia che nel secondo trimestre ha accelerato più del previsto, dando un segnale incoraggiante riguardo la ripresa economica in atto dopo un inizio 2021 in lieve recupero. Secondo la lettura preliminare diffusa oggi dall’Istat, il Prodotto interno lordo (Pil) nel periodo aprile-giugno è aumentato del 2,7% rispetto al trimestre precedente, superando ampiamente le aspettative, e del 17,3% in termini tendenziali (ossia rispetto al secondo trimestre del 2020, caratterizzato dal primo lockdown).

Decisamente meglio di Francia e Germania

Crescita che va oltre quella media europea (+2% t/t il PIL dell’area euro). Nel trimestre, la performance dell’economia italiana è stata circa in linea con quella spagnola (2,8% t/t) e decisamente migliore rispetto a Germania (1,5% t/t) e Francia (0,9% t/t).

Il risultato, ha precisato l’Istat, ha beneficiato soprattutto di un forte recupero del settore dei servizi, con la riapertura delle attività, e la ripresa propensione ai consumi. “Le riaperture hanno fatto la loro magia, potenziando i servizi ben oltre le aspettative – ha commentato Paolo Pizzoli, Senior Economist di Ing – (…) Sul fronte della domanda interna, sospettiamo che sia i consumi privati che gli investimenti fissi lordi dovrebbero aver sovraperformato a causa dell’effetto combinato della revoca delle restrizioni e, sul fronte degli investimenti, in previsione della spinta all’attività che verrà con l’attuazione del piano di rilancio”.

Anche i dati del mercato del lavoro di giugno, pubblicati sempre oggi, si sono rivelati più forti del previsto, combinando una sana espansione dell’occupazione e un calo della disoccupazione e del numero di persone inattive, spingendo il tasso di disoccupazione al 9,7% dal 10,2% di maggio. A dire il vero, la revoca del divieto di licenziamento per la maggior parte dei settori industriali a partire da luglio potrebbe portare a qualche delusione, ma la sopravvivenza dei regimi di lavoro ridotto limiterà la possibilità di grandi battute d’arresto per un altro paio di trimestri, secondo IG.

Le prospettive di crescita a breve termine rimangono positive

Guardando al futuro, la spinta sembra proseguire anche nel trimestre estivo, come suggerisce il rafforzamento di luglio dell’indice di fiducia di consumatori e imprese. Un clima positivo e di miglioramento generale delle prospettive, dunque, su cui però pesano dubbi ed incertezze legate all’andamento della situazione sanitaria. “Gli sviluppi sul fronte della pandemia rimangono un rischio persistente a causa della diffusione della variante Delta – aggiunge l’economista di IG – Tuttavia, con circa il 62% della popolazione che ha ricevuto almeno una dose e il 50% completamente vaccinato, e con tassi di occupazione negli ospedali che rimangono a livelli molto bassi, il ripristino di severe restrizioni su larga scala sembra meno probabile, almeno a breve termine”.

Insomma il cambio di marcia nel secondo trimestre e i dati sulla fiducia per luglio suggeriscono che, salvo ulteriori sorprese negative dal Covid, le condizioni dovrebbero rimanere favorevoli per una solida crescita nel terzo trimestre, tanto che Ing è pronta a rivedere al rialzo le proiezioni di crescita media al di sopra del 5% nel 2021 dal precedente +4,6%.

Incognita variante delta soprattutto su mesi autunnali

Per i prossimi trimestri sarà essenziale la parabola della risalita dei contagi dettata dal diffondersi della variante delta. “Se sarà seguita da una crescita delle ospedalizzazioni, potrebbe almeno indurre gli agenti economici a un nuovo aumento della cautela nelle decisioni di spesa, se non costringere le autorità a nuove misure restrittive, sia pure verosimilmente più blande di quelle poste in essere durante le precedenti ondate”, argomenta Paolo Mameli, senior economist Direzioni Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, che prevede un impatto più nel trimestre autunnale che in quello estivo, anche se le prossime settimane saranno decisive per capire se l’avanzamento della campagna vaccinale sarà in grado di contenere le pressioni sul sistema sanitario, scongiurando quindi restrizioni con effetti significativi sull’attività economica.

Mameli stima comunque una dinamica del PIL ancora ampiamente positiva nei prossimi trimestri, ma destinata a rallentare gradualmente (su base trimestrale) dopo il balzo registrato nei mesi primaverili. “Difficilmente le nuove preoccupazioni relative alla situazione epidemiologica potranno impedire un rimbalzo del PIL superiore al 5% quest’anno”, conclude Mameli.