1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Certificates ›› 

Le mosse delle Banche Centrali non riescono a placare il panico sui mercati

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

L’emergenza per il coronavirus, definito ufficialmente pandemia dall’OMS, si è fatta sentire ancora sui mercati e questa volta più forte. I principali indici mondiali sono infatti entrati ufficialmente in bear market con perdite di oltre il 20% dai massimi di febbraio. Deludente la mossa della BCE che ha deciso di non tagliare il costo del denaro, ma ha introdotto altre operazioni di finanziamento e aumentato di 120 miliardi di euro per il 2020 il piano di QE. Il panico sui mercati ha portato la Federal Reserve ad agire nuovamente portando i tassi a zero e avviando un QE da ben 700 miliardi di dollari. La mossa arriva circa una settimana dopo il taglio dei tassi di 50 punti base. Anche le altre maggiori banche centrali (Bank of Canada, la Bank of England, la Bank of Japan e la Swiss National Bank) hanno annunciato un’azione coordinata volta a iniettare maggiore liquidità nel sistema, per proteggerlo il più possibile dall’emergenza coronavirus.
C’è da dire che le ultime misure delle Banche Centrali, che siano tagli dei tassi o iniezioni di liquidità, vengono percepite al momento dal mercato come necessarie ma non sufficienti visto che il timore principale resta quello di una recessione globale e questa può essere attenuata solo con un intervento, meglio se coordinato, dei governi. Il rischio rimane comunque ancora alto con il VIX che il 12 marzo ha superato quota 70 punti ed è ormai ad un passo dai massimi del 2008. Anche questa settimana il focus degli investitori rimane quindi incentrato sul coronavirus e sulla sua evoluzione in Europa e soprattutto negli USA.

In questo contesto, i trader hanno apprezzato le crescenti fluttuazioni al ribasso delle borse europee. Il più scambiato nella scorsa settimana con 112 contratti e circa 3,6 milioni di euro di controvalore è risultato il Turbo Short (Isin NL0014082620) legato al Dax con scadenza prevista per il 17 giugno 2020. Il prodotto presenta una leva di circa 1,2 volte, in virtù di un livello strike a 15.500 punti e distanza dal Knock Out dell’81%. Sempre tra i certificati a leva e in ottica ribassista, è stato premiato il Turbo Short (Isin NL0014034902) legato al Dax con 34 contratti e circa 3 milioni di euro di controvalore (scadenza prevista per il 17 giugno 2020). Il prodotto presenta una leva di circa 1,4 volte, in virtù di un livello strike a 14.750 punti e distanza dal Knock Out del 72%.
Tra i più scambiati troviamo, con 111 contratti e 1,4 milione di euro di controvalore, il Turbo Short (Isin NL0014268856) sul Dax con scadenza prevista per il 17 giugno 2020. Il prodotto presenta una leva importante che è arrivata a circa 2,3 volte, in virtù di un livello strike a 12.250 punti e distanza dal Knock Out del 43%. Infine, i trader hanno apprezzato anche l’andamento al ribasso del mercato americano utilizzando il Turbo Short (Isin NL0014267056) legato al Nasdaq 100 (scadenza 17 giugno 2020). Il certificato presenta una leva di circa 4 volte, in virtù di un livello strike a 9.250 punti e distanza dal Knock Out del 23%. Ammonta a circa 1,5 milioni di euro il controvalore scambiato su questo prodotto, per un totale di 78 contratti.