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Le banche si affacciano al 2021 con quattro grandi rischi, ma oggi sono più resilienti allo stress rispetto al 2009

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Le banche stanno attraversando un anno molto difficile e, nonostante il forte recupero di queste ultime settimane, il saldo 2020 è ampiamente in rosso con -28% circa per l’EURO STOXX Banks.
Gli investitori che guardano speranzosi al prossimo anno per una riscossa del settore devono stare in guardia dai pericoli all’orizzonte. Infatti il 2021 potrebbe essere ancora più difficile, come sottolineano oggi gli esperti di S&P Global Ratings. “Le misure di sostegno che hanno stabilizzato le banche e aiutato i mutuatari a sopravvivere non possono durare per sempre”, afferma Gavin Gunning, credit analyst di S&P Global Ratings. Il progressivo ritiro di tale supporto nel 2021 rivelerà un quadro più fedele della qualità delle attività bancarie.

La ripresa economica a livello globale potrebbe quindi non bastare. S&P, che attualmente presenta outlook negativo su circa un terzo dei rating delle banche, rimarca come dall’inizio della pandemia ha intrapreso 236 azioni di rating al ribasso legate all’effetto del COVID-19, lo shock del prezzo del petrolio e altri stress di mercato sulle banche a livello globale, circa tre quarti delle quali erano revisioni delle prospettive.
S&P prevede che il ritorno dei sistemi bancari a livello globale ai livelli pre-Covid sarà “lento, incerto e altamente variabile a seconda delle aree geografiche”.

Il confronto con il 2009

Sebbene la redditività rimarrà depressa nel 2021, molte banche nel complesso sono in condizioni migliori per resistere allo stress rispetto al 2009. “Un forte sostegno fiscale per le economie sta avvantaggiando le banche, i mercati dei finanziamenti sono accomodanti e le banche si sono rifornite in modo significativo per far fronte all’indebolimento della qualità degli attivi”, asserisce S&P che poi elenca i quattro rischi chiave da tenere d’occhio:
• L’interruzione economica da COVID-19 peggiora o dura più a lungo dell’ipotesi di base.
• I supporti a breve termine a banche e mutuatari possono lasciare eccedenze a lungo termine.
• Il probabile aumento della leva finanziaria e prevedibili maggiori insolvenze societarie.
• Un indebolimento nell’immobiliare, la nemesi secolare della qualità del credito bancario.

Covid si farà sentire ancora a lungo

“Dodici mesi fa, prima che il COVID-19 colpisse, le banche hanno affrontato il nuovo anno con relativa calma. Lo scenario per le banche dirette verso il 2021 è in netto contrasto”, afferma Emmanuel Volland, credit analyst di S&P Global Ratings. Per molti sistemi bancari, S&P vede il ritorno ai livelli pre-COVID non prima del 2023.
S&P Global Ratings stima ancora un alto grado di incertezza sull’evoluzione di COVID-19. “I rapporti secondo cui almeno un vaccino sperimentale è altamente efficace e potrebbe ottenere l’approvazione iniziale entro la fine dell’anno sono promettenti, ma questo è solo il primo passo verso un ritorno alla normalità sociale ed economica; altrettanto critica è la diffusa disponibilità di vaccinazioni efficaci, che potrebbero arrivare entro la metà del prossimo anno”, rimarca S&P.