Notizie Notizie Mondo Lavoro Usa oltre le attese a settembre. La Fed di Powell allenterà la presa a dicembre?

Lavoro Usa oltre le attese a settembre. La Fed di Powell allenterà la presa a dicembre?

20 Novembre 2025 16:00

Dopo lo stop per lo shutdown, tornano i dati sul mercato del lavoro Usa. La crescita dell’occupazione negli Stati Uniti ha superato le aspettative a settembre. Secondo i dati diffusi dal Bureau of Labor Statistics (BLS), due mesi fa sono stati creati 119.000 posti di lavoro nel settore non agricolo e a sorpresa è risalito il tasso di disoccupazione al 4,4%. Numeri che non sembrano rafforzare la tesi di un nuovo taglio dei tassi della Fed a dicembre.

Tra l’altro, nell’ultimo meeting dell’anno la Fed che non avrà a disposizione la fotografia completa sull’andamento dell’occupazione Usa: i dati di ottobre e novembre sul mercato del lavoro, secondo il nuovo calendario BLS, verranno presentati il 16 dicembre. A distanza di una settimana esatta dalla riunione della banca centrale Usa che annuncerà le sue decisioni sui tassi il 10 dicembre.

I numeri di settembre

I nonfarm payrolls rilevati dal Dipartimento del lavoro Usa nel mese di settembre sono stati superiori a quota 100 mila, 119mila per l’esattezza (il più forte incremento da aprile), rispetto ai 51mila mediamente previsti dal consensus di Bloomberg. I dati sulle buste paga precedenti sono stati inotre rivisti al ribasso. Il tasso di disoccupazione si è attestato al 4,4%, oltre le aspettative degli analisti che si attendevano un dato fermo al 4,3%. Le retribuzioni orarie sono, invece, aumentate dello 0,2% rispetto al mese precedente, contro il +0,4% della passata rilevazione (dato rivisto da +0,3%).

Il rapporto sull’occupazione di settembre, originariamente in calendario il primo venerdì di ottobre (3 ottobre), è il primo importante dato ad essere pubblicato dopo la fine dello shutdown governativo. Intanto ieri l’ufficio Usa ha annunciato che pubblicherà  in un’unica data i dati sull’occupazione per il mese di ottobre e quello di novembre, il prossimo 9 dicembre. I dati di ottobre non includeranno, però, il consueto calcolo del tasso di disoccupazione, poiché deriva da un’indagine sulle famiglie che non potrà essere completata a causa della chiusura.

Aspettando la Fed a dicembre

La mancanza di indicatori macro ha rappresentato una sfida per i funzionari della Fed, che dopo i tagli dei tassi annunciati a settembre a ottobre, sembrano ora trovarsi a un bivio in vista del meeting di dicembre.

E i dati di oggi sembrano rafforzare più la tesi di tassi fermi a dicembre. “Sulla base della solidità dei dati di settembre e dei ritardi nella pubblicazione dei dati successivi, prevediamo un rischio crescente di un mantenimento dei tassi a dicembre”, segnalano da Bloomberg Economics.
E anche dalle minute pubblicate ieri, relative alla riunione di fine ottobre, è emersa questa incertezza. “Nel discutere l’andamento a breve termine della politica monetaria, i partecipanti hanno espresso opinioni fortemente divergenti su quale decisione di politica monetaria sarebbe stata più probabilmente appropriata nella riunione di dicembre da parte del Comitato”.

Intanto, in base alle indicazioni fornite dal Cme FedWatch le probabilità di un taglio del costo del denaro a dicembre nel range 3,5%-3,75% sono scese ancora e ora si attestano al 39,6%.

I commenti

La Fed probabilmente potrà allentare la presa nella riunione di dicembre, dopo la pubblicazione dei dati odierni, datati ma non meno critici, sulle buste paga non agricole. La creazione di posti di lavoro ha registrato una solida ripresa a settembre, riportando la media trimestrale al di sopra del livello di occupazione stimato di pareggio. Si è registrato anche un inaspettato aumento della disoccupazione, sebbene a livelli che non dovrebbero destare troppa preoccupazione”, commenta Matthew Ryan, head of market strategy di Ebury, sottolineando quanto” la Fed si trovi in una situazione difficile”. 

“Sebbene il mercato del lavoro rimanga piuttosto fragile, l’inflazione vischiosa e la mancanza di una lettura chiara dello stato attuale dell’economia a causa della chiusura federale inducono i funzionari a esercitare una certa cautela il mese prossimo. Un taglio a dicembre non è escluso, ma preferiamo mantenerlo in attesa di ulteriori dati differiti per una maggiore chiarezza sulle condizioni economiche. I prezzi di mercato sono ora in linea con questa visione, con i futures che scontano solo una possibilità su tre di un taglio definitivo prima della fine dell’anno”, conclude l’esperto.

Messaggi contrastanti su occupazione negli Usa manterranno la Fed hawkish.  “La crescita dell’occupazione negli Stati Uniti è stata più forte del previsto a settembre, ma anche la disoccupazione è aumentata a causa del ritorno dei lavoratori sul mercato del lavoro. Considerata la recente svolta più da falco della Fed e la mancanza di dati ufficiali previsti prima della riunione del FOMC del 10 dicembre, è comprensibile che il mercato ritenga che la prossima mossa non arriverà prima dell’inizio del 2026”, sottolinea James Knightley, chief international economist di ING.

“Considerando che non arriveranno ulteriori dati ufficiali sull’occupazione prima della riunione del FOMC del 10 dicembre e che non si è ancora sicuri della data di pubblicazione dell’inflazione, è comprensibile che il mercato stia scontando solo il 35% di probabilità di un taglio di 25 punti base – rimarca l’economista -. È vero che le indagini sulle imprese dipingono un quadro più cupo del mercato del lavoro, come il rapporto ADP e gli indicatori ISM, ma avremo bisogno di vedere una debolezza ancora maggiore per convincere la Fed a intervenire tra tre settimane“.

Il grafico in pagina suggerisce che la Fed avrà ancora molto lavoro da fare nel 2026. “I lavoratori rimangono molto pessimisti sul mercato del lavoro e la relazione mostra che negli ultimi 50 anni i lavoratori vedono e percepiscono i cambiamenti prima che questi si manifestino nei dati ufficiali. Non promette nulla di buono per i prossimi rapporti sull’occupazione”, avverte Knightley.