Notizie Notizie Mondo Mercati e investimenti: a caccia ai catalyst nel 2026. La view di Goldman Sachs AM

Mercati e investimenti: a caccia ai catalyst nel 2026. La view di Goldman Sachs AM

19 Novembre 2025 12:52

Il 2026 si profila come un anno in cui innovazione, geopolitica e politiche monetarie continueranno a intrecciarsi, creando un mosaico complesso ma ricco di catalizzatori potenziali per i mercati globali. È questa, in sintesi, la chiave di lettura proposta da Goldman Sachs Asset Management nel suo nuovo outlook “Seeking Catalysts Amid Complexity”. Si cercano dei catalyst in un contesto che resta complesso.

Lo scenario che tratteggiano gli strategist del gruppo è un equilibrio delicato: da una parte, una spinta innovativa — soprattutto sul fronte dell’intelligenza artificiale — capace di sostenere utili e valutazioni; dall’altra, un contesto internazionale frammentato, con banche centrali che si muovono in ordine sparso, tensioni geopolitiche rinnovate e rischi fiscali che potrebbero cambiare rapidamente il sentiment.

Equity: IA, grandi piattaforme e nuovi motori di crescita

Partendo dai mercati azionari, quello americano resta dominato dalla grande tecnologia. I Magnificent 7 hanno continuato a guadagnare quote di mercato grazie alla solidità dei loro core business e alla capacità di reinvestire in modo aggressivo nei progetti legati all’intelligenza artificiale. Gli “hyperscaler” come Amazon, Google, Meta, Microsoft e Oracle dovrebbero continuare a mantenere livelli di investimento elevati, alimentando quel ciclo virtuoso tra innovazione e crescita che ha caratterizzato l’ultimo decennio.

Ma qui entra in gioco un elemento nuovo: la dispersione. E cioè la crescente differenza nei risultati tra i giganti della tecnologia, un segnale che il mercato sta entrando in una fase più matura, in cui non tutti cresceranno alla stessa velocità.

“Come investitori fondamentali, monitoreremo la solidità dei core business delle aziende, soprattutto mentre investono in modo aggressivo nell’intelligenza artificiale. Al di là dei Magnifici 7, l’adozione dell’IA da parte delle imprese si sta ampliando. Le applicazioni dell’intelligenza artificiale stanno crescendo rapidamente, in particolare in ambiti come automazione, customer engagement e operational intelligence, creando opportunità per le piattaforme che supportano le aziende nell’integrazione dell’IA”, ha dichiarato Sung Cho, Co-Head of Technology Investing di Goldman Sachs Asset Management.

Accanto ai big tech, torna l’interesse verso le small cap, soprattutto nei comparti difesa, tecnologia, consumer e – sempre di più – healthcare. Qui, però, la volatilità e i rischi di liquidità sono più elevati: servono capacità di selezione, attenzione ai fondamentali e una gestione attiva che eviti di rimanere intrappolati in trend tematici sopravvalutati. Le small cap innovative potrebbero diventare i veri “disruptor” del 2026, ma riconoscere le storie migliori richiederà un occhio molto più attento rispetto ai cicli precedenti.

Europa: capex in aumento e un nuovo ciclo industriale

Spostandoci in Ue, il continente europeo potrebbe finalmente beneficiare di un mix di fattori che punta nella stessa direzione: maggiore flessibilità fiscale, investimenti in reindustrializzazione, e un contesto geopolitico che favorisce i settori difesa, energia e finanziari. “Con le aspettative di una crescita economica duratura in Europa continentale fino al 2026, le strategie quantitative possono aiutare a orientarsi tra frammentazione, complessità e inefficienze dei mercati europei. Costruendo portafogli diversificati, gli investitori possono potenzialmente trarre vantaggio dalle sfumature del mercato, generare rendimenti dalle inefficienze del mercato e gestire i rischi attraverso un approccio basato sui dati”, ha aggiunto Osman Ali, Global Co-Head of Quantitative Investment Strategies di Goldman Sachs Asset Management.

In questo contesto, GSAM sottolinea la crescente utilità delle strategie quantitative, in grado di muoversi con maggiore agilità in un mercato europeo complesso, frammentato e ricco di inefficienze da cui estrarre rendimento attraverso diversificazione e analisi data–driven.

Mercati emergenti: sconto elevato e potenziale rivalutazione

Dopo un 2025 sostenuto da vari fattori macro — indebolimento del dollaro, calo del petrolio, rallentamento dell’inflazione e Fed accomodante — i mercati emergenti entrano nel 2026 con un posizionamento interessante. Chi investe nel 2026 dovrà bilanciare i segnali macroeconomici a breve termine che seguiranno la pubblicazione dei dati economici statunitensi non ancora divulgati, la crescente incertezza riguardo alla salute fiscale dell’economia statunitense e il potenziale di crescita derivante dal boom degli investimenti in intelligenza artificiale. Crescono i timori di una possibile inversione del ciclo del credito, con le recenti vicende politiche in Francia e Giappone che evidenziano quanto rapidamente possano cambiare le attese. La sfida principale di chi investe è interpretare questi segnali contrastanti, ma potrebbero esserci delle opportunità per gli investitori attivi nel reddito fisso che gestiscono le proprie allocation.

“Continuiamo a ritenere che il reddito fisso offra opportunità interessanti per gli investitori sia da una prospettiva tecnica che fondamentale. Tuttavia, l’equilibrio dei rischi sta cambiando e richiede un approccio sempre più dinamico alla gestione del portafoglio, che combini una costruzione diversificata del portafoglio con una solida gestione del rischio. Con dinamiche globali divergenti in termini di inflazione e crescita, la flessibilità sarà fondamentale per adattarsi alle condizioni in evoluzione”, ha commentato Kay Haigh, Co-CIO of Fixed Income di Goldman Sachs Asset Management.

La continua adozione dell’intelligenza artificiale e un mercato relativamente stabile dovrebbero fornire una solida base per la crescita. Tuttavia, una marcata inversione di tendenza e un ampio ridimensionamento degli investimenti legati all’IA o una significativa debolezza del mercato del lavoro potrebbero essere i precursori di un hard landing per l’economia globale. Riuscire a prevedere correttamente questo scenario sarà un fattore chiave per gli investitori nel 2026”, ha conclusoto Haigh.