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L’annus horribilis dei BTP, turbolenze continueranno. Occhio a soglie ‘allarme’ e rischio sorpasso Grecia

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La lettera in arrivo dall’UE è solo l’ultima goccia di un anno contromano per i BTP, unici titoli di Stato in Europa a vedere i propri rendimenti salire negli ultimi 12 mesi. Il livello dello spread BTP-Bund si sta riportando sui massimi annui in area 290 pb, ancora sotto i picchi dello scorso autunno. A far pensare è il confronto con gli altri ex PIIGS: distanze ormai abissali da Spagna (spread Btp-Bonos a 188 pb) e Portogallo (+175 pb), mentre la Grecia si avvicina ad ampie falcate.

Il governo Conte si insediò il 1 giugno 2018, ma lo spread iniziò a scaldarsi a metà dello scorso maggio quando diventò concreta la possibilità di un’alleanza tra Lega e M5S. Lo spread prima della fiammata dell’ultimo anno viaggiava in area 130 pb, meno della metà di quelli medi degli ultimi 12 mesi.

Confronto Italia vs Grecia

Il tasso del decennale greco è sceso fino al 3,15% dopo le elezioni europee che hanno visto la vittoria delle destra e il premier Tsipras chiedere elezioni anticipate. Parallelamente il ritorno delle tensioni sull’Italia ha contribuito a un restringimento veloce del differenziale con i Btp sotto la soglia dei 50 pb. Un anno fa il decennale greco aveva tassi oltre 200 pb più alti sul mercato secondario rispetto ai Btp. Era dallo scoppio della crisi del debito nel 2008 che lo spread Italia-Grecia non era così stretto.

Lettera Ue su debito, ecco come replicherà Tria

Il rischio è che tale trend vada avanti nelle prossime settimane/mesi alla luce dell’escalation potenziale di tensioni tra Italia e Bruxelles sulla gestione dei conti pubblici. A Roma è in arrivo la lettera UE sul discostamento dagli obiettivi di bilancio sul fronte debito e il governo Conte è al lavoro per rispondere subito a Bruxelles. Una procedura per disavanzo eccessivo appare vicina e il ministro Tria sta lavorando alacremente con i tecnici del Tesoro per rispondere ai dubbi dell’UE. L’Italia, stando a quanto riferisce oggi Il Corriere in un articolo a firma Federico Fubini, farà presente tre cose: che l’andamento dell’economia e dei conti è un po’ migliore di quanto si temesse; che la lotta all’evasione quest’anno può contare sul dividendo dell’accordo con Gucci, che verserà 1,2 miliardi; e che le spese sul reddito di cittadinanza sono meno del previsto. Inoltre, il Tesoro studia una spending review corposa accompagnata da privatizzazioni per 4 o 5 miliardi (rispetto ai 18 annunciati).

Per un’eventuale procedura d’infrazione il timing sarebbe di 4 mesi dopo l’innesco del 5 giugno. Ma il calendario vede solo un consiglio Ecofin da qui a ottobre e quindi la decisione potrebbe arrivare entro il 9-10 luglio.

La view di Pictet su Btp e asset Italia

Cosa aspettarsi per BTP e asset italiani in generale? Lo spread viaggia sui massimi 2019 e il surriscaldamento degli ultimi due giorni avvicina la soglia psicologica dei 300 pb che non viene toccata dallo scorso autunno. Molto dipenderà dai toni che userà l’attuale governo e le possibili tensioni politiche interne. Per i mercati in generale, l’evento più “temibile” sarebbe la nomina di un presidente Bce non mediterraneo (Weidmann?). “L’incidenza negativa, più che sugli asset europei in aggregato, si avrebbe su quelli periferici e l’Italia in particolare”, argomenta Andrea Delitala, Head of investment advisory di Pictet Asset Management. Sugli asset italiani, argomenta l’esperto di Pictet, i prossimi mesi rischiano di essere volatili: da un lato l’affermazione della Lega a spese del M5S dovrebbe indurla ad avanzare richieste in Europa per aggiungere capacità di spese infrastrutturali o riduzione delle tasse (flat tax). Dall’altro lato l’atteggiamento dell’Europa non sarà accondiscendente, poiché la posizione italiana risulta isolata”.
Delitala sottolinea come un fattore positivo sia per BTP che per i mercati azionari è che il posizionamento risulta essere molto ridotto rispetto a un anno fa: “non ci sono posizioni rilevanti di carry sul BTP da parte di investitori esteri e l’azionario europeo continua a osservare importanti deflussi settimanali (superiori ai €100miliardi cumulativi su fondi ed ETF). Il fattore più preoccupante è che il punto di partenza dello spread è molto più vicino alle soglie di allarme (350bp)”.

Più vicino un rimpasto di governo o elezioni nel 2020

“L’ipotesi delle elezioni anticipate resta percorribile – rimarca Andrea Delitala – ma deve tenere in considerazione i tempi per l’approvazione della prossima legge di bilancio. Storicamente non ci sono state tornate elettorali politiche in Italia in autunno, pertanto lo scenario centrale è che l’attuale maggioranza possa essere la medesima che discuterà i vincoli di bilancio con la (nuova) Commissione. Si è già visto che quando l’Europa non concede spazi, il livello del confronto interno sale. Quindi si ritenta di forzare questi limiti, ma probabilmente senza grande possibilità di successo. A questo punto un rimpasto di governo a breve o anche nuove elezioni nel 2020 sono più probabili”.