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Lagarde lancia nuovo alert su stablecoin

3 Settembre 2025 11:13

“La finanza sta cambiando a una velocità vertiginosa, attraverso nuove tecnologie, nuovi attori e nuove forme di intermediazione finanziaria. Eppure, come dimostra il settore delle criptovalute, gli echi del rischio rimangono familiari: tensioni di liquidità, leva finanziaria, improvvisa perdita di fiducia e connessioni nascoste”. Questo uno dei passaggi chiave (conclusivi) del discorso della presidente della Banca centrale europea (Bce), Christine Lagarde, che ha ufficialmente aperto la nona edizione dell’European Systemic Risk Board (ESRB), ovvero il Comitato europeo di stabilità finanziaria.

Lagarde: “eliminare i rumori di fondo”, ecco cosa significa

Lagarde ha sottolineato che “la frammentazione geopolitica, il cambiamento climatico e l’innovazione digitale stanno riconfigurando i flussi finanziari” e ha rimarcato che “il nostro compito è eliminare i rumori di fondo, restando ancorati ai principi di gestione del rischio, vigilanza e politica efficace“, ha dichiarato nel corso della conferenza annuale dell’ ESRB, al quale sono affidate sono affidate la vigilanza macroprudenziale del sistema finanziario nell’UE e la prevenzione e mitigazione del rischio sistemico.

In passato, quando il sistema finanziario europeo era dominato dalle banche, individuare i rischi significava spesso leggere attentamente i bilanci bancari. “Quel mondo è cambiato – ha avvertito Lagarde -. Il settore finanziario non bancario europeo si è cresciuto rapidamente”. Per rendere una idea della portata fornisce alcuni numeri.

In termini relativi, ora è più grande di quello degli Stati Uniti, pari a 3,8 volte il PIL rispetto a 3,1 volte negli Stati Uniti“, ha sottolineato Lagarde rimarcando come il confine tra banche e istituzioni finanziarie non bancarie si sia assottigliato al punto che la vecchia distinzione concettuale non è più una guida utile”. Secondo Lagarde è possibile “districarsi tra il rumore creato da questa nuova complessità”, facendo appello a due elementi ampiamente utilizzati.

“La prima è che, per quanto le attività finanziarie possano apparire nuove, sono quasi sempre variazioni di funzioni senza tempo come il risparmio, il prestito, investimenti e condivisione dei rischi ed hedging. Di conseguenza, gli strumenti per tenerli sotto osservazione rimangono quelli che già conosciamo: riserve di capitale e margini di liquidità, sicurezza dei dati e delle infrastrutture. La seconda costante è il framework per una solida gestione dei rischi e della vigilanza.

“Questi principi funzionano meglio quando vengono stabiliti a livello globale”, ha aggiunto l’ex numero uno dell’FMI precisando, tuttavia, che “questo non si traduce in una riluttanza ad adattarsi alle nuove realtà. Al contrario, si tratta di utilizzare un quadro di riferimento adeguato che consenta alle autorità di regolamentazione e di vigilanza di ‘distinguersi tra il rumore'”.

Il caso stablecoin

Lagarde, che è alla guida dell’ESRB, individua tra i fattori di rischio sistemico la crescita del settore finanziario non bancario in Europa. In particolare, il numero uno della Bce ha dedicato un passaggio del suo discorso alle “stablecoin”, che “vengono emesse con la promessa di mantenere un valore costante rispetto a un asset di riferimento”.

Ma ci sono delle lacune, secondo Lagarde. Ad esempio, le stablecoin a emissione multipla che necessitato di un intervento a livello legislativo. “In caso di corsa agli sportelli, gli investitori preferirebbero riscattare il loro investimento nella giurisdizione con più garanzie, probabilmente l’Ue, dove il Micar vieta commissioni di riscatto. Tuttavia, le riserve detenute nella Ue potrebbero non essere sufficienti”.

E ha concluso con una chiara esortazione: “conosciamo i pericoli e non abbiamo bisogno di aspettare una crisi per prevenirli. Ecco perché dobbiamo adottare misure concrete ora. La legislazione europea dovrebbe garantire che tali sistemi non possano operare nell’UE a meno che non siano sostenuti da solidi regimi di equivalenza in altre giurisdizioni e da garanzie relative al trasferimento di attività tra entità dell’UE e non UE”.