Notizie Europa Lagarde: la BCE non reagirà in automatico allo shock energetico legato all’Iran

Lagarde: la BCE non reagirà in automatico allo shock energetico legato all’Iran

25 Marzo 2026 12:27

Christine Lagarde, intervenendo alla conferenza “The ECB and Its Watchers” di Francoforte, ha chiarito che la Banca centrale europea non reagirà in modo automatico allo shock energetico innescato dalla guerra in Iran, ma valuterà in che misura il rincaro dell’energia rischi di tradursi in un’inflazione più diffusa e persistente. La presidente della Bce ha ricordato che la politica monetaria non è in grado di abbassare direttamente i prezzi dell’energia, ma può entrare in gioco nel momento in cui tali aumenti iniziano a trasmettersi al resto dell’economia, influenzando prezzi al consumo, salari e aspettative di inflazione.

“Non agiremo prima di avere informazioni sufficienti sull’entità e sulla persistenza dello shock e sulla sua propagazione. Ma non resteremo paralizzati dall’esitazione: il nostro impegno a garantire un’inflazione del 2% nel medio termine è incondizionato”, commenta Christine Lagarde.

Nuovo scenario, nuove “valutazioni” per la Bce

“Se questo evento si fosse tenuto poche settimane fa, il mio intervento sarebbe stato molto diverso. L’economia dell’area dell’euro aveva chiuso l’anno con un solido slancio di crescita. L’inflazione era al 1,9% a febbraio. E i motori interni della crescita sembravano rafforzarsi, in particolare i consumi privati, gli investimenti nella digitalizzazione e la spesa per la difesa. Con ogni probabilità, avremmo rivisto al rialzo le nostre previsioni di marzo sulla crescita e al ribasso quelle sull’inflazione. Ci troviamo invece, ancora una volta, in un mondo diverso, i cui contorni non sono ancora chiari. Ci confrontiamo con una profonda incertezza sul percorso dell’economia.”, così la Presidente della Bce, Christine Lagarde, ha aperto questa mattina la conferenza “The ECB and Its Watchers”, organizzata dall’Institute for Monetary and Financial Stability della Goethe University di Francoforte. La Bce riconosce quindi che il quadro è cambiato bruscamente. Fino a poche settimane fa lo scenario appariva favorevole, con crescita in rafforzamento e inflazione quasi al target. Ora invece domina l’incertezza.

“Quando gli shock sono contenuti per entità e durata, come è accaduto nella maggior parte dei casi, il loro effetto sull’inflazione tende a restare in larga misura confinato alla componente energetica stessa”, commenta Lagarde, precisando che due fattori possono cambiare questo quadro: il primo è l’intensità e la durata dello shock e il secondo è la propagazione dello shock, che dipende dal contesto macroeconomico in cui esso si manifesta. Lagarde ha anche invitato a non sovrapporre automaticamente lo scenario attuale a quello del 2022. Secondo la presidente, infatti, vi sono oggi alcuni elementi che potrebbero limitare la trasmissione dello shock energetico all’inflazione di fondo: l’aumento dei prezzi, almeno finora, appare meno intenso soprattutto sul fronte del gas, il quadro macroeconomico è meno surriscaldato e sia la politica monetaria sia quella fiscale non presentano più il grado di espansione osservato allora. Resta però alta l’attenzione sui rischi: se lo shock dovesse aggravarsi o protrarsi più del previsto, imprese e lavoratori potrebbero reagire con maggiore rapidità rispetto al passato, anche alla luce della recente esperienza inflazionistica, accelerando così il passaggio dei rincari energetici ai prezzi e ai salari.

La reazione della Bce all’incertezza

Sul fronte della politica monetaria, Lagarde ha ribadito che la BCE intende muoversi con flessibilità, mantenendo un approccio riunione per riunione e strettamente legato ai dati, senza vincolarsi in anticipo a un percorso dei tassi. “Agilità. Da tempo ormai adottiamo un approccio riunione per riunione, dipendente dai dati, senza vincolarci in anticipo a un determinato percorso dei tassi. Proprio perché non volevamo trovarci con le mani legate in un contesto in cui lo scenario può cambiare rapidamente” commenta Lagarde. “Nel 2022 eravamo ancora vincolati dalla forward guidance sugli acquisti di attività e sui tassi quando colpì lo shock energetico. Quel pre-impegno limitò la nostra flessibilità di intervento. Ora siamo pronti, se appropriato, a modificare il nostro orientamento di politica monetaria in qualunque riunione”. In una fase segnata da forte incertezza, l’istituto di Francoforte guarda non solo allo scenario centrale, ma anche ai rischi che potrebbero materializzarsi se lo shock energetico dovesse intensificarsi o protrarsi “Ciò dipenderà, naturalmente, dagli sviluppi nei mercati delle materie prime, perché uno shock sufficientemente ampio finirà sempre per propagarsi oltre la sola componente energetica”, continua Lagarde.

Il punto, ha spiegato Lagarde, è capire il prima possibile se lo shock resterà confinato alla componente energetica o se inizierà a propagarsi al resto dell’economia, attraverso i listini delle imprese, le richieste salariali, la fiducia dei consumatori e la risposta della politica fiscale.

“Shock ampi e prolungati richiedono risposta energica”

“Gli shock di offerta vengono spesso presentati come una scelta binaria per le banche centrali: o guardarli oltre senza reagire, oppure intervenire quando vi è il rischio che le aspettative di inflazione si disancorino. Ma in realtà possiamo reagire in modo più graduale“, dichiara Lagarde “Questo conduce a tre grandi casistiche“.

Il primo scenario proposto dalla Bce descrive un rincaro dell’energia limitato e temporaneo, in cui la BCE può anche non reagire “Il motivo è che la politica monetaria agisce con ritardo e vorrebbe dire colpire l’economia quando lo shock si è già esaurito”. Secondo scenario: se lo shock spinge l’inflazione sopra il target in modo rilevante, ma non duraturo, allora può servire una risposta misurata. Non necessariamente aggressiva, ma nemmeno nulla. Terzo scenario: se invece l’inflazione rischia di restare troppo alta a lungo, allora la Bce dovrà reagire in modo più deciso o mantenere una linea restrittiva più a lungo “In caso contrario, entrerebbero in funzione meccanismi auto-rinforzanti e il rischio di disancoraggio diventerebbe acuto” commenta Lagarde. “La nostra strategia aggiornata è esplicita su questo punto: scostamenti ampi e prolungati richiedono un’azione di politica monetaria energica“.

“È ancora troppo presto per dire in quale punto di questo spettro dovremo collocarci. Fortunatamente possiamo valutare la situazione con attenzione, perché affrontiamo questo shock partendo da una posizione favorevole. L’orientamento di politica monetaria è nel complesso neutrale, l’inflazione è in linea con l’obiettivo da circa un anno e le aspettative di inflazione di lungo termine sono ben ancorate“.

Lagarde ha concluso il suo discorso a Francoforte dichiarando che la Bce affronta questa fase con una strategia pensata per un contesto più instabile, fondata sull’analisi dei rischi e sull’elaborazione di scenari alternativi, oltre che su un ventaglio di risposte calibrabili in base all’evoluzione del quadro macroeconomico. La presidente ha inoltre evidenziato che Francoforte parte oggi da una posizione più solida rispetto al passato, ma ha ribadito che l’istituto non interverrà finché non avrà un quadro più chiaro sull’entità, sulla durata e sulla trasmissione dello shock. Al tempo stesso, ha assicurato che la Bce non resterà immobile di fronte a un eventuale deterioramento del contesto, confermando che l’obiettivo di riportare l’inflazione al 2% nel medio termine resta non negoziabile.