La rivoluzione di Arm: dopo 36 anni produrrà i suoi chip. Meta il primo grande cliente
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Arm, la società inglese le cui architetture di microchip sono date in licenza ad aziende come Apple ed Nvidia, ha annunciato che inizierà anche a produrre i propri chip, per la prima volta nei suoi 36 anni di storia.
La svolta, come riporta Bloomberg, entro cinque anni dovrebbe portare nelle casse della società un giro d’affari aggiuntivo di 15 miliardi di dollari annuali. Partner di questo sforzo produttivo è Meta, che sarà anche il primo grande cliente.
Presentato Arm AGI CPU: il mostro da 136 core per utilizzo nei data center
Ad un evento tenutosi ieri sera a San Francisco la società ha presentato il suo Arm AGI CPU, un semiconduttore pensato per essere utilizzato nei data center dedicati all’AI. Il processore sarà dotato di 136 core e consumerà 300 watt di elettricità. I chip saranno realizzati dal colosso taiwanese Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC).
A conferma della partnership con Meta, il nuovo chip è anche progettato per operare in maniera armonica con le infrastrutture di inferenza e addestramento AI del colosso di Menlo Park. Tra gli altri partner per il lancio ci sono anche OpenAI, Cerebras e Cloudfare.
La società britannica ritiene che le vendite scaturite dalla nuova attività produttiva saranno molto superiori alle operazioni attuali, che sono principalmente la vendita di proprietà intellettuale.
La stima è così di quintuplicare il fatturato attuale nei prossimi cinque anni, raggiungendo complessivamente i 25 miliardi di dollari.
L’outlook presentato da Arm ha contribuito ad un’impennaata del titolo del 7,8% ieri, mentre le azioni della giapponese SoftBank, che detiene una quota di maggioranza in Arm, hanno gudagnato l’8,6% sulla borsa di Tokyo oggi.
La svolta del ceo Rene Haas che ha puntato decisamente sull’intelligenza artificiale
Il ceo Rene Haas ha portato la società ad investire maggiormente nel mercato dei data center, ridimensionando il suo mercato tradizionalmente più forte, ovvero quello degli smartphone. Da una parte questa mossa aiuta Arm a non perdere il treno dell’intelligenza artificiale, che appare oramai imprescindibile per ogni società tecnologica, dall’altra consente di vendere prodotti più costosi: mentre i chip più costosi per smartphone costano decine di dollari, quelli per i data center toccano anche le decine di migliaia.
Gli utili, sempre nel periodo dei cinque anni illustrato, potrebbero raggiungere i 9 dollari per azione.
Il chief financial officer Jason Child ha detto che se da una parte le concessioni di IP sono più profittevoli in termini di margini, vendere chip fisici farà entrare nelle casse molti più profitti in termini di contanti.
Sotto la guida di Haas, Arm ha aumentato il suo fatturato di oltre il 20% all’anno. Il giro d’affari annuale ha superato i 4 miliardi di dollari per la prima volta nel 2025.
Allo stesso tempo, Arm ha mantenuto un livello di redditività molto elevato. Il margine lordo, ovvero la percentuale di ricavi che rimane dopo aver dedotto i costi di produzione, è stato del 98% nell’ultimo trimestre.
Non solo GPU: la CPU come “regolatore” dell’AI
Da notare che Arm produrrà CPU (central processing unit) e non GPU (graphic processing unit). Queste ultime, prodotte per esempio da Nvidia, nate inizialmente come chip aggiuntivi e specializzati per computare intense applicazioni grafiche soprattutto nei videogiochi, si sono affermate come la componente tecnologica essenziale per l’addestramento dei modelli AI. Ma nei data center le CPU hanno un ruolo di pari importanza, nel gestire migliaia di processi distribuiti, tra cui l’ottimizzazione della memoria e dell’archiviazione, la pianificazione di carichi di lavoro e lo spostamento di dati attraverso vari sistemi.
La CPU è diventata “l’elemento regolatore dell’infrastruttura moderna, responsabile di mantenere i sistemi di IA distribuiti operativi ed efficienti su larga scala”, ha dichiarato l’azienda.
“Il prodotto che stiamo realizzando non è solo convincente, ma abbiamo già dei clienti letteralmente in fila per acquistarlo”, ha dichiarato Haas. La società ha affermato che il suo prodotto offre una maggiore efficienza energetica rispetto ai design di CPU tradizionali di Intel e Advanced Micro Devices (AMD). Secondo Haas questo significa che i gestori di data center potranno disporre di una maggiore potenza di calcolo a parità di ingombro e di budget energetico.