Notizie Notizie Italia Lo stato dell’arte dell’EGM: risultati positivi, ma c’è da migliorare. Un confronto con l’estero

Lo stato dell’arte dell’EGM: risultati positivi, ma c’è da migliorare. Un confronto con l’estero

29 Luglio 2025 15:29

Il mercato dedicato alle PMI dinamiche e competitive presenta buoni risultati, ma per arrivare ai livelli registrati negli altri mercati growth europei c’è ancora molta strada da fare. Specialmente in termini di capitalizzazione (in Italia è la metà di quella che si vede in Francia) e della liquidità, ancora piuttosto contenuta.

Questo uno degli elementi sviluppati nel rapporto a cura di Massimo Caratelli, professore ordinario di Economia degli intermediari finanziari presso l’Università degli Studi Roma Tre, e Davide Ferrazzi, docente in Corporate & Investment Banking  presso l’ateneo romano, che fotografa l’andamento dell’Euronext Growth Milan tra il 2018 e il 2024, tra confronti con l’estero e proposte per il futuro.

Lo scenario italiano

Il mercato dedicato alle PMI dinamiche e competitive è in salute, ma per spiccare il volo c’è ancora da fare. Una strada giusta da imboccare viene proposta in “Analisi del mercato e delle società quotate su Euronext Growth Milan 2018/2024” (Dike Giuridica), volume promosso da Banca Finnat e RSM e curato da Massimo Caratelli e Davide Ferrazzi, nell’ambito di un team di ricerca attivo da anni, sul Corporate & Investment banking, presso il Dipartimento di Economia Aziendale di Roma Tre. Un affresco delle scelte di finanziamento avviate in quello specifico lasso temporale da un ampio numero di imprese per sostenere i processi di crescita tramite la quotazione sull’EGM, mercato di Borsa Italiana dedicato alle piccole e medie imprese che desiderano quotarsi per finanziare la loro crescita. 

Dal 2018 al 2024, il listino EGM ha registrato una notevole espansione, con una crescita complessiva (in termini di numero di emittenti) passata da 95 a 206 società (+117%) e una capitalizzazione arrivata a 8,1 miliardi di euro (+47%). Numeri che rendono l’EGM un’importante vetrina per gli investitori esteri, oltre che notevole fonte di finanziamento per le imprese. Ciò emerge dagli oltre 3 miliardi di euro raccolti (lungo gli anni di riferimento) nella fase di IPO, ovvero l’offerta pubblica di vendita o di sottoscrizione finalizzata all’ammissione alla quotazione della società.

Il confronto con l’estero

I numeri sono positivi, ma ancora distanti dagli analoghi mercati esteri. Nonostante i vari cali registrati, l’AIM UK rimane il principale mercato growth europeo, con ben 5,88 miliardi di sterline raccolti lungo la stessa fase. Poco sotto, invece, ci sono gli oltre 6 miliardi di euro del Nasdaq First North Growth Market dei paesi nordici e baltici. 

La distanza si nota anche in termini di capitalizzazione. Se in Italia supera di poco gli 8 miliardi (al giugno 2024), nel mercato di crescita francese vale più del doppio (con sole 60 emittenti quotate in più). Per non parlare del nodo della liquidità, ancora piuttosto contenuta in Italia se comparata a quella dei titoli scambiati sugli altri mercati growth europei.

Proposte per stimolare il mercato

Eppure, quotarsi ripaga. L’indagine segnala che le società con una permanenza più lunga sul mercato EGM riescono a registrare i migliori risultati. Lo dimostra anche il fatto che molte delle imprese quotate sull’EGM riescono a saltare sul segmento STAR, dedicato alle società che rispettano requisiti di eccellenza in termini di trasparenza, liquidità e corporate governance. 

Per superare il gap con gli altri mercati del Vecchio continente, Caratelli e Ferrazzi si soffermano su una serie di proposte concrete, alcune già in corso,  per favorire la quotazione di emittenti e favorire  anche l’intervento degli investitori istituzionali. Dalla proroga del Bonus IPO (per incentivare le quotazioni) alle modifiche alla normativa PIR (ossia i Piani individuali di risparmio, una forma d’investimento introdotta in Italia nel 2017), ma anche l’ampliamento del numero e delle tipologie di investitori attivi nel segmento di mercato delle PMI tramite meccanismi pubblico/privato, come ad esempio il Fondo Nazionale Strategico Italiano gestito da Cassa depositi e prestiti proprio per supportare la crescita del mercato azionario italiano: tanti pezzi che compongono un grande cambio di passo, necessario per incentivare le quotazioni e sostenere il tessuto imprenditoriale italiano.