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Italia, mercato casa: per S&P’s è scoccata l’ora del recupero

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Il 2016 sarà un anno di crescita graduale per il mercato immobiliare in Italia secondo l’analisi del mercato europeo condotta da S&P’s. Sostenuto dal recupero dell’economia i prezzi delle case dovrebbero poi accelerare nel 2017. 
È arrivata l’ora del risveglio per il mercato immobiliare italiano. Secondo lo studio di S&P’s il 2016 dovrebbe vedere un incremento dell’1,5% dei prezzi delle case, con ritardo sull’uscita del Belpaese dalla recessione. Il sostegno arriva da una crescita non stellare e da  condizioni favorevoli sul fronte creditizio. Il ruolo della Banca centrale europea, in questo scenario, è ovviamente fondamentale. “La Bce – si legge nella sezione del report dedicata all’Italia – interverrà nuovamente nel caso di restrizione delle condizioni finanziarie e monetarie, in special modo nei Paesi periferici“.
La svolta arriva dopo il declino dei prezzi iniziato dai picchi della primavera 2006 e dopo la stabilizzazione iniziata nel terzo trimestre dell’anno passato: “Il rallentamento nel tasso di discesa dei prezzi delle case è stato innescato da un incremento nelle vendite. Nonostante ciò – sottolineano gli analisti di S&P’s – il volume di abitazioni che cambiano proprietario è ancora del 50% inferiore ai massimi 2006 il che indica che la situazione è ancora precaria”. La ripartenza del settore immobiliare fa sentire i suoi effetti anche sul comparto costruzioni “dove la fiducia è tornata ai livelli del luglio 2008. Gli investimenti in costruzioni residenziali, in declino dalla metà del 2008, hanno iniziato a stabilizzarsi già a inizio 2015 anche se finora non hanno mostrato segnali decisi di crescita”. 
Ulteriori segnali positivi per il mercato immobiliare arrivano dalla domanda di mutui “raddoppiata lo scorso anno mentre la rinegoziazione di mutui esistenti è cresciuta del 240%”. Su questo fronte le famiglie beneficiano del rapido declino dei tassi. Secondo S&P’s “l’Italia è stato il maggior beneficiario del declino degli standard creditizi sui prestiti. Ciò è stato dovuto non solo all’aumento della concorrenza e a una minore percezione del rischio ma anche al declino nei costi di finanziamento” a sua volta determinato dall’acquisto di titoli da parte della Bce nell’ambito del programma di Quantitative easing. 
I venti contrari in grado di frenare un recupero che nello scenario base prevede un +1,5% quest’anno e un +3% il prossimo, arrivano dallo scenario di maggiore turbolenza che ha caratterizzato i mercati finanziari nei primi due mesi dell’anno. “La Banca centrale europea è riuscita a contenere lo spread di livello corporate tra Italia e Germania ma le turbolenze delle ultime settimane potrebbero portare a un suo ampliamento frenando la crescita del credito e del mercato immobiliare”.