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Ipotesi grandi fusioni a Piazza Affari. Snam-Terna, Leonardo-Fincantieri. Quanto sono fattibili?

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I tempi in Italia sono maturi per dare il via a grandi fusioni del calibro di Snam-Terna e Fincantieri-Leonardo? Se lo è chiesto un articolo de “Il Sole 24 Ore”, dal titolo piuttosto indicativo: “Torna la suggestione (per ora politica) delle grandi fusioni”.
Così si legge: “È poco più di una suggestione politica, non priva di fondamento. Ma dentro qualche palazzo governativo si è tornati a parlare di grandi fusioni tra società strategiche per l’interesse – e forse anche la sicurezza – nazionale. L’idea di fondo, dalle privatizzazioni in avanti, è rafforzare la solidità del sistema industriale e societario per competere e, soprattutto, renderlo robusto alle incursioni straniere (non gradite). Insomma, i campioni nazionali, anche se non a tutti, specie nel mondo dell’imprenditoria privata, questa definizione piace”.

Su una possibile maxi operazione di M&A Snam-Terna, il quotidiano di Confindustria ricorda che, di questa ipotesi, se ne parla ormai da più di dieci anni.
Si ricorda come della merger Snam-Terna se ne parlò nel 2008, nel 2011 con il governo Berlusconi e nel 2012 con il governo Monti. E anche, come allora, per alcune banche d’affari il matrimonio si sarebbe potuto fare, magari dando vita in parte al “maxi progetto di una holding delle reti”, tlc incluse.

Il Sole ha fatto riferimento anche all'”ipotesi di fondere Leonardo-Finmeccanica e Fincantieri”. Ipotesi che, però, “è stata (giustamente) archiviata ancor prima di avviare riflessioni concrete”. Piuttosto, viene rilevato, “piaceva ad alcuni spezzoni della politica, forse per mire più di controllo sul management che di ffettiva politica industriale.

Equita Sim su possibile deal Snam-Terna

Così Equita SIM commenta l’articolo del Sole sulle grandi fusioni a Piazza Affari:
“Il Sole riporta un articolo nel week end sulla suggestione delle grandi fusioni, tornando a teorizzare l’ipotesi di merger Terna-Snam e a parlare di Fincantieri-Leonardo”.
Equita scrive che, “per Terna-Snam, l’ipotesi di accorpamento è periodicamente ipotizzata già da un decennio e anche in questo caso riteniamo sia solamente una ipotesi, non allo studio come chiarito dallo stesso quotidiano. A nostro avviso, tuttavia, una fusione Terna-Snam potrebbe avere una valenza industriale“.
Riguardo a “Fincantieri-Leonardo, per quanto la decisione possa derivare la logiche politiche, continuiamo a ritenere che la fusione tra i due gruppi sia da escludere, come affermato più volte dal top management di entrambe le società. Nell’ambito militare lo sforzo attuale di FCT è concentrato sulla JV con Naval Group che rappresenta il primo passo verso il consolidamento della difesa navale europea”.
In borsa i titoli interessati non sono interessati da sprint di fusione: Snam è anzi tra le azioni peggiori del Ftse Mib e cede l’1,63%; Terna fa -0,29%, Leonardo +0,22%; Fincantieri -0,29%. Su Snam, c’è da dire che la società stacca il dividendo insieme ad Enel.