Notizie Notizie Mondo IPO SpaceX o trimestrali Tesla? Dove si gioca davvero la partita su Musk

IPO SpaceX o trimestrali Tesla? Dove si gioca davvero la partita su Musk

26 Gennaio 2026 14:19

Elon Musk torna a catalizzare l’attenzione dei mercati in una fase particolarmente delicata per le sue aziende. Mentre gli investitori attendono la pubblicazione dei conti del quarto trimestre 2025 di Tesla, prevista per mercoledì, il fondatore di Tesla e SpaceX è riapparso al World Economic Forum di Davos, evento che in passato aveva più volte criticato, definendolo un “governo mondiale non eletto”. Una presenza che segnala, ancora una volta, come le mosse e le dichiarazioni di Musk continuino a intrecciarsi con le aspettative finanziarie sul gruppo.

Sul fronte societario, l’attenzione si sposta anche su SpaceX. Secondo il Financial Times, la società aerospaziale avrebbe avviato contatti con un primo gruppo di grandi banche internazionali per preparare una possibile offerta pubblica iniziale. Bank of America, Goldman Sachs, JPMorgan Chase e Morgan Stanley figurerebbero tra gli istituti coinvolti, rafforzando l’ipotesi che una quotazione in Borsa non sia più un’eventualità lontana nel tempo.

SpaceX, una Ipo da record ma la valutazione divide il mercato

L’operazione al vaglio si candida a diventare la più grande Ipo mai realizzata, con l’obiettivo di raccogliere oltre 30 miliardi di dollari e di collocare la valutazione del gruppo in un intervallo compreso tra 1.000 e 1.500 miliardi. Una mossa ambiziosa che, tuttavia, non mette tutti d’accordo. Nei giorni scorsi è emerso che SpaceX sta completando una vendita di azioni riservata a investitori interni, operazione che attribuisce alla società una valorizzazione significativamente più bassa, attorno agli 800 miliardi di dollari. Un dato che segnala come il tema della valutazione resti aperto e tutt’altro che pacificato, si legge su Bloomberg. Bank of America, Goldman Sachs, JPMorgan Chase e Morgan Stanley figurerebbero tra gli istituti coinvolti nell’operazione, rafforzando l’ipotesi che una quotazione in Borsa non sia più un’eventualità lontana nel tempo.

Al di là delle divergenze sui numeri, l’Ipo avrebbe un impatto rilevante sulla patrimonializzazione del gruppo, rafforzandone la capacità di sostenere i piani di ulteriore espansione. SpaceX ha infatti consolidato negli anni una posizione dominante nei lanci commerciali e governativi negli Stati Uniti, beneficiando non solo di un vantaggio tecnologico, ma anche di un contesto regolatorio e contrattuale favorevole. Un equilibrio che ha finora sostenuto la crescita, ma che il mercato sarà chiamato a valutare con maggiore rigore nel momento in cui l’azienda si confronterà apertamente con gli investitori.

Le attese per il Q4 delle magnifiche 7: Tesla un caso delicato

Per oltre tre anni i titoli dei cosiddetti Magnificent Seven, Alphabet, Amazon, Apple, Meta Platforms, Microsoft, Nvidia e Tesla, hanno rappresentato il principale motore dei listini azionari globali. Una leadership costruita sull’espansione del cloud, sulla centralità delle piattaforme digitali e, più di recente, sulla promessa dell’intelligenza artificiale. Verso la fine del 2025, tuttavia, questo rettilineo ha iniziato a incrinarsi. Wall Street ha cominciato a interrogarsi sulla sostenibilità di centinaia di miliardi di dollari di investimenti in AI e, soprattutto, sui tempi necessari affinché tali finanziamenti si traducano in ritorni economici misurabili.

La nuova stagione delle trimestrali diventa così un passaggio chiave. Microsoft, Meta Platforms e Tesla apriranno il calendario delle big tech mercoledì, seguite da Apple giovedì. Alphabet, miglior performer del gruppo nel 2025, pubblicherà i risultati il 4 febbraio, Amazon il giorno successivo, mentre Nvidia, seconda per performance, chiuderà il ciclo il 25 febbraio. Non si tratta solo di un appuntamento contabile: i numeri offriranno una lettura dello stato di salute di comparti che vanno dal cloud computing all’hardware, dal software alla pubblicità digitale.

All’interno del gruppo, Tesla rappresenta uno dei casi più delicati. Nel quarto trimestre le consegne sono scese del 16% su base annua, a 418.227 veicoli, riflettendo la normalizzazione della domanda dopo la fine degli incentivi fiscali e una concorrenza sempre più aggressiva. Su base annua, il calo dei volumi si è attestato al 9%, con 1,64 milioni di veicoli consegnati. Gli investitori guarderanno con attenzione all’impatto di questa flessione sulla redditività e alle scelte di pricing adottate dal gruppo per sostenere le vendite. Il focus, tuttavia, va oltre i margini di breve periodo. La vera posta in gioco è la credibilità della svolta strategica annunciata per il 2026, colma di autonomia e intelligenza artificiale.

Musk: “Non vogliamo finire in Terminator”

La presenza di Elon Musk al World Economic Forum di Davos ha rappresentato una sorpresa, essendo stata confermata solo all’ultimo momento come aggiunta al programma di giovedì. Una partecipazione che assume un valore particolare alla luce delle critiche espresse in passato dall’imprenditore nei confronti del Forum, da lui definito un appuntamento “noioso” e accusato di incarnare un modello di governance globale non eletta e priva di legittimazione democratica. In un post del 2022, Musk si era spinto a mettere in discussione l’utilità stessa di Davos, sostenendo che il WEF ambisse a esercitare un ruolo di guida politica mondiale non richiesto né condiviso dall’opinione pubblica.

Nel confronto pubblico con Larry Fink, amministratore delegato di BlackRock, l’uomo più ricco del mondo a capo di X, Tesla e SpaceX, ha affrontato alcuni dei nodi strategici legati allo sviluppo tecnologico e infrastrutturale, soffermandosi in particolare sulle prospettive dei data center nello spazio, sull’evoluzione dei robotaxi e sui limiti strutturali della capacità di generazione energetica, elementi centrali nel dibattito sulla sostenibilità della crescita tecnologica nei prossimi anni. Musk ha inoltre parlato della fine della povertà grazie ai robot capaci di prendersi cura di noi, capaci di portare a spasso il cane e di organizzare il mondo. Ma riportando il tema su binari più realistici, “La robotica e l’AI possono espandere l’economia ma dobbiamo stare attenti perché non vogliamo finire in Terminator”, ha proseguito durante il suo intervento, citando il film di James Cameron. “Tutti quanti vorranno un robot e ne avranno uno”, ha aggiunto il miliardario, dicendo di essere “ottimista per il futuro”.

Musk ha inoltre dichiarato di aspettarsi che Tesla riceva l’approvazione per il suo sistema avanzato di assistenza alla guida completamente autonoma, in Europa, entro il mese prossimo “Penso che avremo ok per guida autonoma in Europa il prossimo mese”.