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Investire sul settore bancario con un Memory Cash Collect

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BNP Paribas ha emesso una nuova gamma di Memory Cash Collect sul comparto bancario, tra i settori protagonisti della ripresa dei listini europei.
Un’emissione interessante quella sul comparto bancario europeo che aveva subito una pausa piuttosto lunga dovuta alla decisione della BCE di congelare i dividendi del settore. I dividendi attesi sono uno dei fattori usati per prezzare e strutturare i certificati d’investimento. L’acquirente del certificato infatti rinuncia al dividendo che viene utilizzato dall’emittente per strutturare il prodotto. Lo sblocco da settembre 2021 dei dividendi ridando visibilità agli emittenti ha ripristinato la possibilità di strutturare su questo comparto azionario. La nuova gamma di Memory Cash Collect sul comparto bancario mira dunque a sfruttare una congiuntura favorevole per il settore limando gli effetti della volatilità tipica del comparto bancario.

Perché i bancari?

Da novembre del 2020 le banche europee hanno performato molto bene e da inizio anno sono al secondo posto per miglior performance assoluta con quasi +24% e una sovraperformance sullo STOXX Europe 600 circa del 14%.

Diverse le ragioni alla base di questa dinamica. Anche gli istituti di credito, infatti, rientrano tra i settori ciclici. La notizia dell’arrivo dei vaccini a novembre 2020 ha ovviamente portato il mercato a scontare la ripresa economica e l’uscita dalla crisi Covid. Elemento che per le banche si dovrebbe tradurre in un graduale calo delle sofferenze bancarie. Inoltre, la ripresa dei consumi dovrebbe portare inflazione, che a sua volta genera un incremento dei tassi e quindi a cascata un miglioramento dei margini d’interesse (differenza tra interessi attivi e passivi delle banche). Ricordiamo infatti che i margini tendono ad allargarsi nelle fasi di ripresa economica, specie se la curva dei rendimenti diventa più ripida (incorporando le attese di inflazione soprattutto sulla parte lunga della curva), perché gli asset sensibili ai tassi di interesse tendono ad avere scadenze/durate medie più lunghe rispetto alle passività sensibili ai tassi, soprattutto per le banche retail. Il tutto in un contesto in cui proseguono anche le operazioni di consolidamento del settore, elemento che piace al mercato perché dovrebbe ridurre le inefficienze del comparto.
Per il settore poi un boost importante è arrivato anche con l’effetto Draghi. La sua autorevolezza a livello internazionale ha infatti contribuito ad abbattere i rendimenti dei Titoli di Stato italiani, permettendo così una rivalutazione degli asset in portafoglio. Elemento i cui effetti si dovrebbero già cominciare a vedere nei conti del primo trimestre 2021 e che saranno svelati proprio a partire da questa settimana per le banche italiane (Intesa Sanpaolo la prima domani 5 maggio).

Mediobanca e Banco BPM per un Memory Cash Collect con premi del 2,5% trimestrali

In questo contesto favorevole al settore, si inserisce una gamma di Memory Cash Collect pensata per investire sulle banche italiane ed europee. Punto di forza di questa tipologia di prodotto, oltre ai premi trimestrali fino al 4,5% con effetto memoria, anche la protezione condizionata del capitale a scadenza. L’effetto memoria infatti permette di recuperare eventuali premi non pagati alle precedenti date di pagamento, mentre la protezione condizionata del capitale permette a scadenza di limitare l’impatto della volatilità sul portafoglio proteggendo, fino al livello barriera, da eventuali cali del sottostante. Inoltre, la scadenza breve per questa tipologia di prodotto (due anni) lo rende competitivo aumentando la visibilità sui sottostanti.
Diverse le combinazioni possibili della gamma che prevedono anche basket misti con un titolo bancario e un titolo proveniente da altro settore. Tra questi abbiamo deciso di analizzare l’ISIN NLBNPIT12893, con sottostanti Mediobanca e Banco BPM, due tra i principali titoli bancari italiani. La barriera è posta al 70% e il premio trimestrale con effetto memoria è pari al 2,5%. Scadenza a due anni: 26 aprile 2023. Ovviamente, dal secondo trimestre sarà possibile anche il rimborso anticipato con trigger al 100% dello strike.
La scelta di questo certificato gioca su due livelli. Per quanto riguarda Mediobanca i fondamentali ottimi di questa società che con un business ben diversificato e una bassa sensitivity ai Titoli di Stato, rappresenta una delle banche più apprezzate dagli analisti. Non per niente, di 17 analisti che seguono il titolo 13 sono buy e 3 hold. Un solo analista consiglia di vendere. Il target price medio si fissa a 10,36 euro, ovvero con un rendimento potenziale del 11,2%. Un po’ diversa la view degli analisti su Banco BPM che di 19 analisti che seguono il titolo vede 8 buy e 9 hold e solo 2 analisti che consigliano di vendere. Sicuramente la società mostra fondamentali meno solidi di Mediobanca ma l’interesse degli investitori verso questo titolo è forte perché già nel risiko bancario italiano e destinata a fondersi o essere acquisita da qualche altra realtà. Il trend ormai avviato di consolidamento in Italia è inarrestabile.

Quanto al basket, rigorosamente Worst Of, la correlazione tra i due titoli è ovviamente molto alta e pari allo 0,79. Questo implica un basket meno rischioso e più conservativo poiché i titoli, muovendosi tendenzialmente insieme rendono poco probabile la possibilità che uno dei due “deragli” inficiando il payoff del prodotto. La volatilità dei sottostanti è alta nel caso di Banco BPM, meno per Mediobanca.

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