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Intesa Sanpaolo: utile netto oltre le attese nel primo trimestre

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Redditività in miglioramento per Intesa Sanpaolo nei primi tre mesi dell’anno. L’utile netto è risultato oltre le attese degli analisti anche se in lieve calo rispetto all’analogo trimestre del 2015 che però aveva beneficiato di condizioni dei mercati finanziari decisamente più favorevoli. Hanno invece deluso le attese le commissioni nette. 

Negativa la prima reazione in Borsa del titolo arrivato a cedere oltre il 2% per poi recuperare progressivamente a attestarsi a 2,21 euro (-0,45%).  
Utile netto a 806 mln 
L’utile netto del primo trimestre 2016 risulta di 806 milioni di euro rispetto ai 13 milioni del quarto trimestre 2015 e ai 1.064 milioni del primo trimestre 2015. Il consensus Bloomberg era fermo a 702,9 milioni di euro. Se si escludono i contributi al fondo di risoluzione, con l’intero  contributo ordinario stimato per il 2016 spesato nel primo trimestre, l’utile netto è risultato pari a 902 milioni di euro, rispetto a 263 milioni del quarto trimestre 2015 e a 1.118 milioni del primo trimestre 2015. L’utile netto, rimarca Intesa Sanpaolo, è già superiore al 50% di 3 miliardi di euro di dividendi indicati per l’esercizio 2016, se si considera anche la plusvalenza netta di circa 895 milioni derivante dalla cessione di Setefi e Intesa Sanpaolo Card, il cui contratto di compravendita è stato firmato nei giorni scorsi. 
L’utile ante imposte della banca guidata da Carlo Messina risulta in crescita, su base trimestrale, per tutte le business unit, con un apporto nel primo trimestre 2016 di 756 milioni di euro da Wealth Management (+47,3% rispetto al quarto trimestre 2015), derivanti per 309 milioni da Private Banking (+31,5%), 117 milioni da Asset Management (-28,2%, +21,9% escludendo le commissioni di performance) e 330 milioni da Insurance (+185,6%), di 493 milioni da Banca dei Territori (+29,4%), 520 milioni da Corporate e Investment Banking (+13,1%) e 227 milioni da Banche Estere (+51,4%);
I proventi operativi netti risultano pari a 4.090 milioni di euro nel primo trimestre 2016, +4% rispetto al quarto trimestre 2015 se si escludono i contributi al fondo di risoluzione. la raccolta da clientela nelle Divisioni Banca dei Territori e Private Banking risulta superiore a 7 miliardi di euro rispetto a 4 miliardi nel quarto trimestre 2015 e a un deflusso netto di 6 miliardi nel primo trimestre 2015. 

Flussi nuovi crediti deteriorati ai minimi dal 2007 
Il flusso lordo di nuovi crediti deteriorati provenienti da crediti in bonis risulta in forte riduzione a 1,6 miliardi di euro, in diminuzione del 23% rispetto a 2 miliardi del quarto trimestre 2015 e sui valori più bassi dal 2007. 
Valore trimestrale più basso dal 2011 per gli stanziamenti a fronte dei rischi creditizi, pari a 694 milioni di euro nel primo trimestre 2016, in diminuzione del 24,8% rispetto ai 923 milioni del quarto trimestre 2015 e del 9,5% rispetto ai 767 milioni del primo trimestre 2015. 

Per quanto concerne i ratio patrimoniali, il Common Equity ratio pro-forma risulta pari al 13,1%, livello top tra le maggiori banche europee, e il Common Equity ratio secondo i criteri transitori in vigore per il 2016 al 12,9%.