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Intesa Sanpaolo sfreccia sul Ftse Mib, analisti alzano valutazione anche se su 4° trimestre 2020 peseranno poste una tantum

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Tra le banche seduta intonata al rialzo per Intesa Sanpaolo che si avvia a chiudere con un rialzo di oltre l’1% in area 1,92 euro. Il titolo riavvicina così la soglia dei due euro, più volte toccata nell’intraday il mese scorso per poi non riuscire a mantenerla in chiusura.
La banca guidata da Carlo Messina oggi si giova della promozione decisa da Banca Akros che ha alzato il rating ad accumulate dal precedente neutral, con target price passato da 1,9 a 2,25 euro, in vista della presentazione dei risultati finanziari in agenda il prossimo 5 febbraio. Il nuovo prezzo obiettivo implica un upside di quasi il 20% rispetto alla chiusura di ieri.

“Intesa Sanpaolo chiude un anno impegnativo, che ha visto il successo dell’acquisizione di Ubi Banca, il cui intero consolidamento è avvenuto a partire da terzo trimestre 2020 – scrivono da Akros -. Pertanto, i risultati dell’esercizio 2020 non sono completamente confrontabili su base annua, mentre circa un terzo delle attività di Ubi sarà ceduto a Bper a partire dal secondo trimestre del 2021”. In particolare, gli analisti si attendono che “il quarto trimestre 2020 sarà gravato da elementi una tantum e si chiuderà con una perdita netta di 3,2 miliardi di euro, a totale compensazione dell’acquisto di Ubi con un forte aumento dei rapporti di copertura delle Npe, che ha portato a 6 miliardi le svalutazioni nel 2020 e chiudendo l’anno con un utile netto di 3,2 miliardi”.

Secondo Akros, la perdita netta del quarto trimestre 2020 dovrebbe impattare sul Cet1 Fully Loaded dello scorso settembre di circa 110 punti base, parzialmente compensato dai rinnovati limiti alla distribuzione del capitale fissati dalla BCE, che dovrebbero portare a un pagamento di dividendi di circa 700 milioni di euro o 3,6 centesimi di euro per azione e un coefficiente Cet1 Fully Loaded del 14,6 per cento. A livello operativo, gli esperti si attendono per Intesa Sanpaolo ricavi totali di 18,6 miliardi di euro, di cui 7,7 miliardi di margini, 7,8 miliardi di commissioni nette. I costi operativi raggiungono i 9,7 miliardi, portando a un margine operativo lordo (Mol) di 8,8 miliardi.

Per il 2021 l’obiettivo di utile netto di 5 miliardi è visto come raggiungibile grazie a un’accelerazione per le sinergie di costo, in parte dovute alla prevista riduzione di 7.200 dipendenti contro l’obiettivo iniziale di 5.000.