Notizie Notizie Italia Intesa Sanpaolo all’assalto dei massimi in Borsa: servono super profitti per stare al passo di Unicredit

Intesa Sanpaolo all’assalto dei massimi in Borsa: servono super profitti per stare al passo di Unicredit

7 Maggio 2026 07:53

Domani Intesa Sanpaolo toglierà il velo dai conti del primo trimestre e sarà chiamata a rispondere a Unicredit che martedì ha sfornato utili record oltre le attese del mercato, accompagnati dalla revisione al rialzo della guidance di utile 2026. Con la sponda dei conti il titolo Intesa potrebbe tornare a insidiare Unicredit come maggiore forza a Piazza Affari a livello di market cap.

Cosa aspettarsi dai primi tre mesi dell’anno

Per il trimestre chiuso al 31 marzo il consensus indica un utile netto sopra i 2,5 miliardi di euro, che se mantenuto nell’arco dei quattro trimestri dell’anno permetterebbe di centrare il target di circa 10 miliardi di profitti per l’intero 2026. Il margine di interesse è atteso dagli analisti in area 3,6 miliardi, con ricavi a 6,9 miliardi, mentre a livello di costi il cost/income è visto intorno al 38%. A livello patrimoniale il CET1 ratio è atteso in area 13%. La preview di Banca Akros indica per Intesa Sanpaolo un utile netto trimestrale di 2,55 miliardi di euro, sostanzialmente invariato su base annua. “Prevediamo che la leggera pressione sul margine di interesse (-1% su base annua) sarà più che compensata da un aumento dei proventi da commissioni (+3% su base annua) e dei proventi da negoziazione (stimati a 335 milioni di euro)”, asserisce la merchant bank che vede i costi operativi rimanere sotto controllo e gli utili al lordo delle imposte dovrebbero aumentare a circa 302 milioni di euro (+35% su base annua).

Messina atteso al varco su Generali

I numeri del trimestre arriveranno come di consueto a metà seduta, mentre la conference call con gli analisti è in agenda alle ore 15. Il ceo Carlo Messina, al suo quinto mandato alla guida della banca, sarà atteso al varco su possibili mosse future del gruppo, in particolare un argomento caldo potrebbe essere Generali, con le indiscrezioni del mese scorso che indicavano proprio Intesa o Unicredit come possibili interessate alla quota del Leone di Trieste in mano a Mediobanca qualora Banca Mps decidesse di mettere in vendita la quota.
Durante l’assemblea dei soci lo stesso Messina non ha nascosto che “se si presentassero opportunità di crescita esterna con ritorni superiori al buyback, focalizzate sul wealth management, le prenderemo in considerazione”. la compagnia triestina ha in dote ben 800 miliardi di euro di risparmi in gestione, che uniti 1.450 miliardi di gestito in capo al gruppo Intesa andrebbe e creare un campione di dimensione europea dietro solo a Ubs (5.500 miliardi) e Crédit Agricole-Amundi (2.500 miliardi).

Per Intesa il dossier Generali non è certo nuovo visto che nel 2017 lo stesso Messina cercò di intavolare, invano, una possibile combinazione industriale per la crescita nel risparmio gestito.

Titolo all’attacco dei 6 euro

Intesa Sanpaolo è stata protagonista ieri di un rally di +3,3% che ha riportato in lieve territorio positivo il saldo da inizio anno. Nell’intraday ieri Intesa era anche riuscita a riagguantare la soglia dei 6 euro, non mantenuta poi in chiusura.
Rispetto ai minimi annui del 20 marzo sotto quota 5 euro, il titolo è risalito del 20% circa riavvicinando i massimi pluriennali toccati lo scorso febbraio a 6,016 euro. La market cap è in area 103,4 miliardi, attestandosi dietro a Unicredit (106,3 mld).

Analisti dicono buy

Tra gli analisti prevalgono nettamente le raccomandazioni d’acquisto sul titolo Intesa. Il 76,9% dice ‘buy’, il 15,4% è ‘hold’, mentre il 7,7% ha un giudizio ‘sell’. Il prezzo obiettivo medio indicato è di 6,72 euro, con un rendimento potenziale del 13% circa rispetto ai livelli attuali.

Tra i più positivi su Intesa spicca Equita, che dice buy indicando un target a 7,3 euro. Jp Morgan è invece overweight con prezzo obiettivo a 7 euro.