Intesa e Unicredit testa a testa. Ecco il titolo che merita lo scettro secondo gli analisti
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Ieri sono tornati prepotenti gli acquisti sulle banche di Piazza Affari dopo la notizia dell’accordo per una tregua di due settimane tra Usa e Iran con contestuale riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto i fari degli analisti rimangono ben accesi sulle due big Intesa Sanpaolo (+5,1% ieri) e Unicredit (+7,9%) con l’avvicinarsi del test conti primo trimestre tra meno di un mese.
Unicredit e Intesa che si contendono anche il trono di regina di Piazza Affari per market cap, con la prima che risulta leggermente avanti (100,8 vs 98,1 mld).
A maggio conti trimestrali: ecco le preview su Intesa e Unicredit
Ancora poche settimane è sarà di nuovo test conti trimestrali per le big bancarie. I numeri del primo trimestre 2026 sono in arrivo il prossimo 5 maggio per Unicredit (cda il 4 maggio, diffusione numeri trimestrali il giorno successivo prima dell’apertura dei mercati) e il 6 maggio per Intesa Sanpaolo.
Gli analisti di Banca Akros nei giorni scorsi hanno diffuso la loro preview su entrambe le banche, accompagnata da una revisione al ribasso dei target price; quello su Intesa Sanpaolo è passato da 6,7 a 5,9 euro principalmente a causa del tasso di rendimento richiesto (RRR) richiesto al 12,5% (dall’11%), parzialmente compensato da ipotesi diverse riguardo al prezzo medio dei futuri programmi di buyback; per lo stesso motivo (aumento del RRR) il target price su Unicredit è stato rivisto da 79 a 67 euro.
Relativamente ai conti, Akros stima per Intesa Sanpaolo un utile netto trimestrale di 2,55 miliardi di euro, sostanzialmente invariato su base annua e il 5% sotto rispetto al consensus che si attesta a 2,67 miliardi. “Prevediamo che la leggera pressione sul margine di interesse (-1% su base annua) sarà più che compensata da un aumento dei proventi da commissioni (+3% su base annua) e dei proventi da negoziazione (stimati a 335 milioni di euro)”, asserisce la merchant bank che vede i costi operativi rimanere sotto controllo e gli utili al lordo delle imposte dovrebbero aumentare a circa 302 milioni di euro (+35% su base annua).
Su Unicredit le previsione sono invece di un primo trimestre in utile per 2.699 milioni di euro (-3% su base annua, -5% rispetto al consensus che si attesta a 2.837 milioni), complici costi operativi più elevati rispetto al primo trimestre dello scorso anno. Secondo le stime di Akros, il margine di interesse dovrebbe registrare un calo del 3% su base annua, mentre le commissioni dovrebbero rimanere complessivamente stabili a parità di condizioni.
Unicredit e la partita Commerz
Intanto continua a rimanere sullo sfondo l’assalto di Unicredit a Commerzbank. La banca di piazza Gae Aulenti ha lanciato un’Ops per superare il 30% del capitale della seconda banca tedesca e Andrea Orcel nelle scorse settimane ha fatto intendere che la porta è aperta per un possibile rilancio dell’offerta a patto di intravedere degli spiragli di trattativa.
Da Francoforte al momento permane la ritrosia a finire in mani italiane. L’istituto guidato da Bettina Orloppsi dice aperto a discussioni e proposte “che generino un valore concreto per i propri azionisti e stakeholder”. “Nelle ultime settimane si sono svolti diversi scambi con Unicredit per esplorare in modo costruttivo le basi e i vantaggi dell’Ops”, è il messaggio contenuto in una nota diffusa nei giorni scorsi dalla banca tedesca che al momento non intravede spiragli per “una soluzione concordata”.
“Negli ultimi 18 mesi, si è svolto un dialogo regolare e trasparente con Unicredit in qualità di azionista – spiega Commerz – ma non ha avanzato richieste o suggerimenti specifici, né ha presentato eventuali elementi fondamentali di un’operazione”. I tedeschi ritengono che l’offerta di Unicredit per superare il 30% del capitale “non ha un potenziale di creazione di valore sufficiente”. In occasione della pubblicazione della trimestrale il prossimo 8 maggio la banca tedesca annuncerà “obiettivi finanziari più ambiziosi nonché ulteriori dettagli sull’aggiornamento della propria strategia”.
Prevalgono i giudizi positivi su entrambe
Tra gli analisti prevalgono in generale i giudizi positivi sui titoli di entrambe le big bancarie di Piazza Affari. Su Unicredit il 72,7% degli analisti dice buy, il 27,3% è hold, mentre nessuno è sell. Il prezzo obiettivo medio indicato è di 84,13 euro, con quindi un potenziale upside del 25% circa rispetto ai livelli a cui viaggiava ieri. Tra i più positivi spicca Bnp Paribas con target a 95 euro; Mediobanca Securities indica 92 euro, mentre Equita ha un target price a 86 euro.
L’altra big, Intesa Sanpaolo, vede il 76,9% degli analisti dire buy, in aumento rispetto al 69% di due settimane fa, il 15,4% dice hold e il 7,7% è sell. Il prezzo medio indicato è di 6,75 euro, con un upside potenziale del 19% circa. Tra i più ottimisti figura Equita Sim con target a 7,3 euro, mentre Odd e Barclays indicano un prezzo obiettivo di 7 euro.