Asse Stellantis-Leapmotor per l’elettrico Opel. Il titolo brinda alla tregua (+7%)
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Prove di alleanza tra Stellantis e la cinese Leapmotor per sviluppare un veicolo elettrico per Opel. L’accordo prevederebbe l’utilizzo della tecnologia della casa automobilistica cinese e la produzione nello stabilimento Stellantis di Saragozza, in Spagna. Nel 2025, i veicoli Opel hanno rappresentato circa il 21% delle vendite di Stellantis in Europa, il mercato principale del marchio, con la Germania come paese leader. L’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, che ha assunto la carica nel giugno dello scorso anno, presenterà un nuovo piano aziendale a lungo termine il 21 maggio e novità non mancheranno, anche nei rapporti con il player cinese.
Il titolo Stellantis oggi guadagna oltre il 7% sulla scia del rimbalzo di Borsa legato alla tregua in Iran.
Il senso dell’accordo
L’accordo aiuterebbe Stellantis a ridurre i costi e i tempi di sviluppo di un nuovo modello elettrico, su cui non sono mancati i problemi: la casa automobilistica franco-italiana sta spostando la sua attenzione sulle auto ibride benzina-elettriche e all’inizio di quest’anno ha annunciato una svalutazione di 25 miliardi di dollari legata alla riduzione dei suoi piani per i veicoli elettrici.
Stellantis punta inoltre a contrastare la concorrenza di BYD e di altri marchi cinesi in Europa e a migliorare il tasso di utilizzo dei suoi stabilimenti europei. Il nuovo modello condividerebbe un’architettura comune con il SUV compatto B10 della casa automobilistica cinese, che verrà assemblato entro la fine dell’anno nello stabilimento di Saragozza per il mercato europeo
Tempi e obiettivi
La produzione del nuovo modello Opel dovrebbe iniziare nel 2028, con un obiettivo di produzione annua di 50.000 veicoli. Secondo quanto riferito a Reuters da alcune fonti, in base agli accordi in discussione, Leapmotor fornirebbe tecnologie e componenti chiave, tra cui parti elettroniche ed elettriche, mentre Opel si occuperebbe del design esterno, aggiungendo che una parte significativa dello sviluppo del veicolo avverrebbe in Cina. Secondo le indiscrezioni, i colloqui tra Stellantis e Leapmotor sul progetto Opel, nome in codice O3U, sono iniziati alla fine del 2025 e un accordo potrebbe essere raggiunto già questo mese.
In una dichiarazione, Stellantis ha affermato che vi è stato un “confronto regolare” tra i due partner sulle modalità per ampliare la collaborazione, ma ha rifiutato di commentare ulteriormente. Leapmotor ha dichiarato a Reuters di essere in trattative con diversi partner, tra cui Stellantis, ma esclusivamente per la fornitura di componenti sviluppati internamente, senza alcun piano di collaborazione a livello di piattaforma. La casa automobilistica cinese non ha risposto alle richieste di commento sui dettagli dei piani di Opel per i veicoli elettrici, inclusi i tempi di produzione e la produzione prevista.
I rapporti con Leapmotor
Stellantis ha stretto una partnership con Leapmotor dopo aver acquisito circa un quinto della società cinese nel 2023. Le due aziende hanno anche una joint venture, Leapmotor International, che si occupa della vendita e della produzione delle auto Leapmotor al di fuori della Cina. In generale, Stellantis porta rete commerciale, fabbriche e presenza globale, Leapmotor porta tecnologia elettrica.
L’ipotesi Alfa
Sempre secondo indiscrezioni, Stellantis ha anche avviato colloqui preliminari con Leapmotor sul potenziale sviluppo di un modello Alfa Romeo utilizzando la stessa architettura nello stabilimento di Saragozza per ottimizzarne la capacità produttiva. Nonostante Stellantis abbia subito un duro colpo a causa delle critiche ricevute per aver sovrastimato il ritmo della transizione energetica, i veicoli elettrici rimangono parte integrante della sua strategia, soprattutto in Europa.
Stellantis e la guerra
In merito al contesto economico legato al conflitto in Iran, l’ad Filosa ha ricordato che la sua azienda ha volumi significativi nella regione del Golfo. “Negli Emirati Arabi Uniti, in Arabia Saudita, ovviamente, al momento, stiamo affrontando delle difficoltà in queste aree e prevediamo già alcune perdite di volume, che per ora sono gestibili, ma dipenderanno in gran parte dall’evoluzione della crisi geopolitica. Il secondo impatto – ha ribadito Filosa – è l’inflazione, che potrebbe durare a lungo o a breve termine a seconda di quanto a lungo persisterà questa volatilità nel sistema”.
Anche per questo oggi il titolo vola sull’onda della tregua di due settimane.