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Intel in affanno a Wall Street, titolo giù del 5%. Le parole del nuovo Ceo non convincono

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Fitte vendite su Intel a Wall Street. Il titolo del colosso dei chip cede oltre il 7% sulla Borsa di New York, dopo aver snocciolato i conti trimestrali, che sono scesi ma meno del previsto. Intel ha infatti sofferto nel quarto trimestre una flessione dell’utile netto a $5,86 miliardi, o $1,42 per azione, rispetto ai $6,91 miliardi, o $1,58 per azione, del quarto trimestre del 2019. Escluse le voci di bilancio straordinarie, Intel ha riportato un eps di $1,52, piatto su base annua, superiore comunque agli $1,11 per azione attesi dal consensus e agli $1,10 previsti dallo stesso colosso dei chip. Il fatturato è sceso a $19,98 miliardi dai $20,21 miliardi del quarto trimestre del 2019, ma meglio dei $17,53 miliardi attesi dal consensus e dei $17,4 miliardi stimati dalla stessa Intel.

Ma a deludere sono stati i commenti del nuovo amministratore delegato, che ha reiterato la strategia di mantenere il grosso della produzione internamente senza usare foundry, “il che è negativo per la società in quanto meno efficiente”, hanno commentato oggi gli analisti di Equita. Gelsinger ha riferito nella giornata di ieri, in concomitanza con la pubblicazione del bilancio, che fornirà maggiori dettagli sui piani di lungo termine del colosso, quando prenderà le redini del gruppo alla metà di febbraio. “Sulla base di revisioni iniziali, sono contento dei progressi compiuti nel riavvio del programma a 7 nanometri – ha detto Gelsinger – Sono fiducioso sul fatto che la maggioranza dei nostri prodotti del 2023 sarà prodotta internamente”, dunque dalla stessa Intel. Negli ultimi mesi si erano intensificati i rumor secondo cui la società avrebbe dovuto fare affidamento su altre compagnie per la produzione dei suoi chip.

Lo scorso 13 gennaio, il titolo Intel è volato dopo la notizia che confermato la nomina di Pat Gelsinger quale nuovo chief executive officer (ceo), con effetto dal prossimo 15 febbraio. Gelsinger, che ha guidato dal 2012 VMware, prenderà il posto di Bob Swan, che manterrà la carica di a.d. fino a metà febbraio. Intel non ha ancora dato indicazioni precise su quando sarà capace di lanciare il processo produttivo a 7 nanometri, dopo aver reso noto lo scorso luglio, che avrebbe posticipato il lancio almeno fino al 2022.