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Instabilità politica e debito i due tarli dell’Italia. Messina (Intesa) avverte su rischio ‘tempesta perfetta’. Cottarelli: ‘ci vuole crescita’

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Carlo Messina, numero uno di Intesa SanPaolo, lancia un alert sul debito pubblico italiano e sul rischio di una tempesta perfetta a causa dell’instabilità politica in Italia. Lo fa in un’intervista rilasciata al direttore de “La Stampa” Massimo Giannini, nell’ambito di “Alfabeto futuro”. Di debito pubblico parla anche Carlo Cottarelli, ex Commissario alla Spending Review dei governi Renzi e Letta e direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica.

Carlo Cottarelli spiega la riforma del Mes: con common backstop un aiuto alle banche italiane
MILAN, ITALY – JANUARY 19: Carlo Cottarelli attends Che Tempo Che Fa TV Show on January 19, 2020 in Milan, Italy. (Photo by Francesco Prandoni/Getty Images)

Cottarelli commenta i numeri monstre sul debito pubblico diffusi da Bankitalia:
Ci vuole la crescita, l’ha appena detto anche Draghi. Dobbiamo fare le riforme e spendere bene i soldi del Recovery Fund per finanziare la crescita. Se torniamo alla crescita, il debito diventa facilmente sostenibile”.
Per ora il fatto positivo è che “i tassi di interesse sui BTP a 10 anni sono allo 0,55%, il livello più basso dall’unità d’Italia“, a cui corrisponde però “il debito al livello più alto”. Un paradosso che, spiega Cottarelli, “dipende dal fatto che la Banca centrale europea sta comprando titoli italiani a mani basse”.
Anche Messina fa riferimento al boom del debito pubblico, definendolo “impressionante”. A Giannini de La Stampa il numero uno di Intesa SanPaolo manifesta tutti i suoi timori sull’eterna spina nel fianco dell’Italia:
“Raggiungeremo alla fine del 2020 un livello di debito che è pari al 160 per cento del Pil, un livello che, anche depurato della componente di debito pubblico sottoscritto da parte della Bce, che ha raggiunto quasi 600 miliardi di euro, arriva nell’intorno dei 125-130 per cento, cioè un valore che di per sé è impressionante nelle dimensioni. E se anche noi immaginassimo che la crescita prospettica possa nel medio periodo essere superiore al 2%, il nostro Paese arriverebbe al 135% di debito-Pil nel 2035″.
Cosa fare?
“Dobbiamo impostare quelle manovre che ci consentano di far entrare il debito a livelli di sostenibilità”. Per la precisione “manovre strutturali su delle componenti sulle quali il nostro Paese non ha mai lavorato, perché se ci troviamo a questi livelli di debito-Pil c’è una fortissima responsabilità della classe dirigente del nostro paese nel passato”.
Messina mette in evidenza il confronto impietoso tra l’Italia e la Germania:

Il differenziale di investimenti rispetto alla Germania è impressionante. Noi siamo scesi con gli investimenti durante la crisi, loro sono saliti. Noi siamo ancora col Pil inferiore a prima della crisi del 2008, i tedeschi sono saliti del 14 per cento. Certo dobbiamo accelerare sugli investimenti. Queste cose vanno impostate subito immediatamente. Io credo che una delle priorità assolute che abbiamo è quella dei giovani: oggi il nostro Paese proprio per il debito pubblico che abbiamo sempre avuto ha pagato più interessi passivi piuttosto che dedicare fondi alla spesa sociale e alla sanità”.
Fondamentale inoltre fare investimenti mirati, e non interventi a pioggia.
“Questo ulteriore incremento di deficit ci porta a dover essere sicuri di investire le risorse, su tempi certi e non a puntare su degli interventi a pioggia o anche all’interno di 6 /7 capitoli sparsi su tante piccole cose“.
Così come hanno detto Carlo Cottarelli e ancora prima Mario Draghi, anche per Messina il Recovery Fund è l’occasione per dare finalmente una sferazata lla crescita italiana:
“Credo che sia un’occasione unica e che non possiamo permetterci di perdere questo è categorico. Per il 2021 dobbiamo aver accelerato la macchina del Paese. Se non riusciremo a fare investimenti in infrastrutture nel corso del 2021 non ci sarà modo, attraverso investimenti sul digitale, sul green, di far partire il Pil nella fase in cui abbiamo più bisogno”.

Messina: con instabilità politica rischio tempesta perfetta, dovere essere coesi

Ma attenzione all’altro tarlo dell’Italia, oltre a quello del debito pubblico: l’instabilità politica.

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Italian bank Intesa Sanpaolo Chief Executive Officer (CEO) Carlo Messina gives press conference after the presentation of the 2017 results and a new business plan on February 6, 2018 in Milan. (Photo by MARCO BERTORELLO / AFP) (Photo by MARCO BERTORELLO/AFP via Getty Images)

Messina avverte chiaro e tondo che, con l’instabilità politica “si rischia la tempesta perfetta”, sottolineando che “ci vuole stabilità politica assoluta” e che “è un dovere assoluto essere coesi”.
Una crisi di governo sarebbe inopportuna, in un momento tale di crisi scatenata dalla pandemia Covid-19, in cui “tutta l’Europa sta cercando di dimostrare che unita può competere con gli Stati Uniti e con la Cina“.
Sarebbe, di conseguenza “un errore imperdonabile” se l’Italia facesse eccezione a questo contesto di coesione.
Gli italiani non potrebbero perdonare alla classe dirigente politica di questo Paese una fase nella quale noi non riusciamo ad essere coesi e a poter valorizzare in pieno l’Europa, che sta cercando di giocarsi la partita unita nei confronti di Stati Uniti e Cina”, ha ribadito l’AD di Intesa SanPaolo. “C’è bisogno di essere coesi e di fare le cose nel mondo produttivo, nelle imprese e nelle famiglie, ma soprattutto nella classe politica. E’ un dovere assoluto ancor di più in un momento come questo”.
“Se all’incertezza aggiungiamo instabilità politica, rischiamo una tempesta perfetta tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021“.