Notizie Notizie Mondo Caduta e rinascita, Oracle da urlo (+36%) a Wall Street e c’è lo zampino di ChatGpt. Ecco le nuove Mag7+

Caduta e rinascita, Oracle da urlo (+36%) a Wall Street e c’è lo zampino di ChatGpt. Ecco le nuove Mag7+

11 Settembre 2025 09:19

Nel vasto universo della Silicon Valley, la storia di Larry Ellison e della sua creatura Oracle è una saga di ambizione, caduta e risalita. Ieri Oracle è tornata a dominare la scena a Wall Street ed Ellison ha visto il suo patrimonio schizzare di oltre 100 miliardi in poche ore.

Caduta e risalita di Oracle

Negli anni ’90, l’azienda dominava il mondo dei database, era sinonimo di potere e successo ed Ellison il miliardario eccentrico che sfidava ogni convenzione. Un po’ come l’Elon Musk attuale e ieri Ellison alla veneranda età di 80anni ha tolto proprio a Mr Tesla lo scettro di miliardario numero uno al mondo.

Con l’arrivo del nuovo millennio la stella di Oracle sembrava essere gradualmente tramontata con la sfida del cloud computing che la trovò impreparata, incapace di adattarsi ai nuovi paradigmi. Ma Ellison non si è arresto e ha guidato in questi anni una trasformazione massiccia, investendo miliardi per costruire un’infrastruttura cloud e scommettendo tutto sul futuro dell’intelligenza artificiale e del data management.

Cosa c’è dietro il boom del 36% di ieri

Ieri il grande boom a Wall Street. Un rally del 36% che tradotto in valore di mercato è un’impennata della capitalizzazione di 230 miliardi di dollari che ha avvicinato la società alla soglia spartiacque del trilione di market cap.

A innescare il rally forsennato la forte guidance che indica 455 miliardi di dollari in obbligazioni di performance rimanenti (RPO), metrica che misura i ricavi futuri già contrattualizzati. Si tratta di incremento del 359% su base annua, superando di gran lunga competitor del calibro di Microsoft, Amazon e Google nel settore cloud. L’amministratrice delegata di Oracle, Sara Catz, ha definito “straordinario” il trimestre appena chiuso.

Le azioni del produttore di software sono aumentate del 45% quest’anno sotto la spinta della sua attività di infrastruttura cloud, poiché la domanda di intelligenza artificiale non mostra segni di cedimento.

Mega contratto con OpenAI

Intanto, oggi il Wall Street Journal riferisce che OpenAI, il colosso a cui fa capo ChatGpt, ha firmato un contratto record con Oracle per acquistare 300 miliardi di dollari in potenza di calcolo in circa 5 anni, un impegno enorme che supera di gran lunga l’attuale fatturato della startup. Il contratto richiederà 4,5 gigawatt di capacità energetica, all’incirca paragonabile all’elettricità prodotta da più di 2 dighe di Hoover o alla quantità consumata da circa 4 milioni di persone.

Le nuove magnifiche 7+

L’exploit di Oracle, se confermato nelle prossime settimane, va a ridisegnare le gerarchie tra le big tech di Wall Street. Oracle si affaccia nella top ten e ieri ha superato mostri sacri quali JPMorgan, Walmart, Eli Lilly e Visa. IL prossimo obiettivo è proprio Tesla di Elon Musk.

In questo 2025 il suggestivo hashtag #Magnifici7 ha già subito qualche stravolgimento con Broadcom, fresca anch’essa di un maxi-accordo con OpenAI, ha superato Tesla per capitalizzazione. La lista andrà riscritta o allargata a Magnifici7+? “Tesla è sì ancora nel club del trilione, ma appare sempre più come una stella cadente. Per gli investitori che comprano per “moda” il nome del gruppo è centrale nelle loro decisioni di vendita. Per chi investe guardando ai fondamentali sa che in realtà più che il nome del gruppo, quello che conta sono le due storie dietro questo sorpasso”, argomenta Donatella Principe di Fidelity, che aggiunge: “Quello tecnologico è un mondo nel quale la concorrenza è spietata e le posizioni dominanti non garantite. Quanti ancora ricordano che nel 2000 la capitalizzazione di mercato di Palm era superiore a quella di Apple, Amazon, Google e Nvidia…messe insieme?”.