Inflazione Italia all’1,7% a luglio. C’è il “caro vacanze”
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A luglio 2025 l’inflazione italiana è stabile all’1,7%, per effetto di dinamiche opposte dei prezzi dei diversi aggregati. Tra i beni, si accentua la flessione tendenziale dei prezzi degli energetici (-3,4% da -2,1% di giugno) e accelerano i prezzi nel settore alimentare (+3,7% da +3,3%). Sono questi alcuni degli spunti che emergono dai dati finali diffusi dall’Istat sull’inflazione italiana per il mese di luglio, confermando così la lettura preliminare.
A fine agosto (per l’esattezza il 29) è in calendario il nuovo dato sull’inflazione di agosto (si tratta della stima flash).
Inflazione confermata all’1,7% a luglio
Nessuna sorpresa dall’inflazione italiana di luglio che non smussa i contorni della fotografia scattata nella lettura preliminare e il mese scorso. Stando ai dati appena diffusi dall’Istat, a luglio, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, ha registrato un aumento dello 0,4% su base mensile e dell’1,7% su base annua (come nel mese precedente), confermando la stima preliminare.
Dall’istituto di statistica precisano però che la stabilità del tasso di variazione tendenziale dell’indice generale sintetizza andamenti differenziati dei diversi aggregati: accelerano i prezzi dei Beni alimentari non lavorati (da +4,2% a +5,1%), dei Beni alimentari lavorati (da +2,7% a +2,8%), dei Servizi vari (da +1,6% a +2,2%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,9% a +3,3%); decelerano i prezzi dei Beni energetici regolamentati (da +22,6% a +17,1%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,2% a +2,7%); si accentua la flessione di quelli dei Beni energetici non regolamentati (da -4,2% a -5,2%). Con un’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, che resta invariata (a +2,0%); quella al netto dei soli beni energetici accelera lievemente (da +2,1% a +2,2%).
Sale ancora il carrello della spesa
A luglio, sale il tasso di variazione su base annua dei prezzi del “carrello della spesa”. Nel dettaglio, i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona mostrano una dinamica in accelerazione (da +2,8% a +3,2%), così come quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +2,0% a +2,3%). “La variazione congiunturale positiva dell’indice generale è dovuta principalmente all’aumento dei prezzi degli Energetici non regolamentati (+2,2%) e regolamentati (+1,2%), dei Servizi relativi ai trasporti (+0,9%), dei Servizi vari (+0,6%), degli Alimentari lavorati e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,3% entrambi); scendono invece su base mensile i prezzi degli Alimentari non lavorati (-0,6%) e quelli dei Beni durevoli (-0,3%)”, segnala ancora l’Istat.
Nel comparto dei servizi, si registrano tensioni sui prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+3,3% da +2,9%) e dei Servizi vari (+2,2% da +1,6%), mentre decelerano quelli dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+2,7% da +3,2%).
Caro estate, prezzi che scottano in Italia
L’estate 2025 resta in primo piano anche per una vera e propria ondata di rincari concentrata sul turismo domestico. In prima linea, come ormai tradizione mediatica, il cosiddetto “caro ombrellone”, che quest’anno trova una sponda solida nei dati Istat. Altro capitolo da record, i voli nazionali: +35,9% tendenziale a luglio, dopo un 2024 che aveva visto prezzi addirittura in calo (-15,2%).
“Tradotto: volare in Italia in alta stagione costa oggi ben oltre un terzo in più di dodici mesi fa. Un segnale di pressione non solo per chi viaggia per turismo, ma anche per chi si muove per lavoro o necessità familiari – sottolinea Gabriel Debach di eToro – Il tutto mentre il “carrello della spesa” rimane caldo: +3,2% annuo. Alimentari freschi a +5,1%, alimentari lavorati a +2,8%, servizi ricreativi a +2,7%”.
“Una situazione in cui il potere d’acquisto delle famiglie italiane continua a essere eroso, soprattutto nei consumi ad alta frequenza, mentre i beni energetici segnano invece una dinamica ancora deflattiva”, sottolinea l’esperto che aggiunge: “se l’indice generale resta all’1,7%, la realtà sul campo dice altro. L’estate 2025 è la stagione del “caro ombrellone” e dei rincari a doppia cifra sul turismo domestico, con pacchetti vacanza, voli e servizi annessi a guidare la nuova frontiera dell’inflazione. Un’inflazione che non è più generalizzata, ma si concentra nelle esperienze e nei consumi che definiscono l’estate italiana. E in un Paese che fa del turismo uno dei pilastri della crescita, questi dati pesano più di qualsiasi headline ufficiale.