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Indici azionari nel centro del mirino

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L’ultima settimana ha visto i trader in certificati più interessati ai prodotti agganciati agli indici azionari che alle singole azioni. In effetti la volatilità è risultata elevata e diffusa su tutti i mercati azionari nel loro complesso.

 

Wall Street in particolare ha continuato a offrire molti spunti agli investitori. Dopo un periodo all’insegna dei ribassi le Borse americane hanno infilato una serie di sedute di fila in netto rialzo. Tra i vari motivi di rasserenamento degli umori, anche un tweet con cui il presidente americano, Donald Trump, ha detto di avere avuto una “buona conversazione” con il leader cinese, Xi Jinping, con cui si vedrà a Buenos Aires (Argentina), alla fine di novembre nell’ambito del G20, un segnale distensivo sul fronte della guerra commerciale. I listini Usa hanno comunque archiviato un ottobre risultato essere il mese peggiore dall’ultima crisi finanziaria che aveva colpito pesantemente i listini Usa negli anni 2008-2010. L’attenzione degli investitori è a questo punto tutta rivolta a martedì 6 novembre quando negli Stati Uniti si terranno le elezioni Midterm del Congresso Usa, con i Democratici impegnati a prendersi una rivincita sul presidente Trump.

 

I cambi di rotta di Wall Street hanno dettato i tempi ai movimenti di Piazza Affari. Anche il Ftse Mib ha dovuto incassare un ottobre da dimenticare, con un ribasso di oltre l’8%, il secondo peggior mese dell’anno dopo agosto. L’azionario italiano ha pagato l’impennata dello spread e le conseguenti pressioni ribassiste sulle banche, ma anche il sell-off generale sui mercati. Se non altro con l’inizio di novembre l’aria a Piazza Affari è in parte cambiata. Il Ftse Mib ha intrapreso la strada rialzista, sfruttando le positive notizia dal fronte commerciale internazionale con la distensione tra Usa e Cina.

 

Per seguire l’indice di Piazza Affari i trader in certificati hanno concentrato la loro attenzione sul Turbo Short (Isin NL0013036874) scadenza 21 dicembre 2018 che avendo uno livello di Strike, coincidente con quello del Knock Out, a 20.250, ha offerto leve elevate. Sul Ftse Mib è risultato pure ben scambiato, anche se caratterizzato da leva un po’ più bassa, il Turbo Short (Isin NL0013035025) con medesima scadenza ma Strike 20.500.

 

Tra gli indici europei i trader hanno continuato a seguire il tema Dax, in particolare tramite il Mini Future Short (Isin NL0012165377) scadenza 16 dicembre 2020 e Knock Out presentato a 15.673,45 per una leva vista attorno a 2,5.

 

Per quanto riguarda Wall Street come sottostante, gli investitori hanno messo nel mirino sia Nasdaq 100 sia S&P 500. Sul primo sono risultati molto attivi tramite il Turbo Short (Isin NL0013037211) strike 7.500 mentre sul secondo indice hanno premiato il Turbo Long (Isin NL0012671127) strike 2.600.