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In attesa vaccino anti-Covid, El-Erian avverte: rischio ondata di fallimenti, stia attento soprattutto chi investe in questi mercati

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Esultare per l’arrivo di un qualsiasi vaccino anti-Covid è prematuro: lo ha fatto notare il capo economista di Allianz, ex Pimco, Mohammed El-Erian, in un’intervista rilasciata a Bloomberg TV.
Molti investitori, ha sottolineato l’economista, hanno scelto di guardare oltre i rischi di breve termine che incombono sul mercato, nella speranza che il 2021 sia l’anno della ripresa: El-Erian ha avvertito tuttavia che il percorso verso la produzione e la distribuzione del vaccino sarà difficile, e che a stare attenti negli Stati Uniti dovranno essere soprattutto gli investitori che hanno puntato sull’high-yield.

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Il problema, infatti, è che il deterioramento delle condizioni del credito, che è un dato di fatto,  potrà tradursi in una ondata di bancarotte prima della ripresa dell’economia.
“Sarà necessario essere molto attenti soprattutto nei mercati dei debiti high-yield ed emergenti”, ha detto.
Le inefficienze che interessano sia il lato della domanda che dell’offerta si tradurranno inoltre, secondo l’economista, in tassi di crescita del Pil più bassi.
“Credo che la maggior parte della gente si stia concentrando sulla destinazione (ovvero sull’arrivo del vaccino), senza dare alcuna importanza al percorso. Ma se si investe in quegli strumenti che presentano un rischio di default più alto, allora questo percorso, questo iter per arrivare al vaccino, conta davvero –  ha detto El-Erian.
D’altronde, “il credito si sta deteriorando, il numero dei fallimenti salirà e i ritmi della ripresa scenderanno”. Di conseguenza “il grande interrogativo è…quanto sarà il danno che verrà inflitto al mondo corporate in questo cammino verso il vaccino?”
Determinanti, secondo quello che viene considerato da più parti nel mondo come un guru della finanza, saranno i numeri che emergeranno dall’indice PMI Usa di novembre. Il dato sarà infatti “un grande test” per la salute del settore corporate.
Il problema, ha avvertito ancora El-Erian parlando ai microfoni di Bloomberg, è che esiste una elevata probabilità che il numero si attesti sotto quota 50. A tal proposito, vale la pena di ricordare che la soglia dei 50 punti, nel caso degli indici PMI, rappresenta la linea di demarcazione tra fase di contrazione – al di sotto – e fase di espansione – al di sopra). E se scendesse sotto i 50 punti, confermando il ritorno della fase di contrazione dell’attività economica per la prima volta dallo scorso maggio, il Pmi indicherebbe non soltanto un’economia vacillante, ma anche il rischio di un aumento dei fallimenti delle aziende”.
Sui rischi di inefficienze dell’offerta e della domanda, l’economista ha spiegato che, dal lato dell’offerta, si assisterà a una maggiore concentrazione, che si tradurrà in una minore competizione, e dunque in un certo grado di de-globalizzazione, fattore che, “nel breve termine, provocherà un calo della produttività“.
Dal lato della domanda, invece, “probabilmente assisteremo a un senso di maggiore incertezza da parte delle famiglie, e questa sarà la cicatrice di cui gli economisti stanno parlando”.