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Imu, Tari e acqua: è super evasione (7,6 mld), ma da gennaio 2020 scatta la stretta su chi non paga

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Imu-Tasi, Tari e bollette dell’acqua sono tra gli incubi degli italiani e sono anche tre delle tasse più evase. L’Ufficio studi della CGIA ha stimato l’evasione e le morosità degli italiani su queste tre tasse ammonta a 7,6 miliardi di euro l’anno dopo aver elaborato gli ultimi dati disponibili del Ministero degli Interni (per Imu-Tasi), Laboratorio REF Ricerche, CRIF Ratings (per la Tari) e Utilitatis (per l’acqua). “Se una gran parte di questi mancati pagamenti fosse recuperato, molto probabilmente ci sarebbe la possibilità di abbassare le tasse locali e le tariffe dell’acqua a tutti. Soprattutto nel Mezzogiorno che presenta un’incidenza sul mancato pagamento totale pari al 40 per cento: 10,5 punti in più della media registrata al Centro e 11 in più rispetto a quella del Nord”, rimarca il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA, Paolo Zabeo.

Con la legge di bilancio 2020 le cose potrebbero cambiare. La manovra prevede la “Riforma della riscossione degli enti locali” che consentirà alle amministrazioni locali di recuperare i mancati pagamenti senza attendere i tempi di iscrizione a ruolo del debito o di predisposizione dell’ingiunzione. “In buona sostanza – afferma il ricercatore dell’Ufficio studi Andrea Vavolo – dal 1 gennaio 2020 ai Sindaci servirà un solo atto, anziché due, ovvero l’accertamento e l’ingiunzione, per arrivare alla soluzione estrema: l’esecuzione forzata”.

L’atto unico di accertamento, al pari di quanto già oggi vale per l’Agenzia delle Entrate-Riscossione a livello di tributi erariali, contiene in sé tutti gli elementi di titolo idoneo anche al pignoramento del conto corrente o del quinto dello stipendio.