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Il tapering ‘invisibile’ della Bank of Japan è ufficiale: tassi più liberi di muoversi e acquisti ETF solo quando necessario

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Invece della Federal Reserve di Jerome Powell, sarà per caso la Bank of Japan la prima tra le Big banche centrali del mondo a varare il tapering? L’interrogativo sorge alla luce degli annunci che la BoJ guidata da Haruhiko Kuroda ha snocciolato nella giornata di oggi, a seguito della sua riunione, avvenuta nella stessa settimana delle riunioni della Fed e della Bank of England. Lo scorso 11 marzo era toccato alla Bce di Christine Lagarde, che aveva tenuto a bada il reflation trade annunciando un potenziamento del PEPP, ovvero del QE pandemico.

Bank of Japan annuncia novità di politica monetaria, in modo particolare sugli acquisti di ETF
Haruhiko Kuroda, governor of the Bank of Japan (BOJ), drinks from a glass during a news conference at the central bank’s headquarters in Tokyo, Japan, on Friday, March 19, 2021. BOJ unveiled a set of carefully crafted policy tweaks aimed at giving itself more flexibility to keep up its long quest to revive inflation. Photographer: Taketo Oishi/The Nikkei/Bloomberg via Getty Images

Nelle ultime ore si è fatto un gran parlare della minaccia tapering e del taper tantrum negli Stati Uniti. Una paura, quella nota con l’espressione taper tantrum per l’appunto, ben riflessa nel boom dei tassi sui Treasuries, che hanno testato nuovi record.
Eppure forse si dovrebbe guardare più alla Bank of Japan, almeno ora, almeno sulla base delle novità che sono state annunciate dalla banca centrale del Giappone.
Così come ampiamente previsto, la BoJ ha confermato il target sui tassi di breve periodo al -0,1% e il target dei tassi decennali allo zero per cento, in linea con la politica della curva dei rendimenti che adotta ormai da un bel po’.
Kuroda & Co hanno tuttavia anche annunciato di aver ampliato la banda di oscillazione entro cui i tassi di interesse dei titoli di stato a 10 anni potranno muoversi, nell’ambito di una mossa tesa a rendere la propria politica monetaria più sostenibile.
Praticamente, in base alle nuove disposizioni, la BoJ consentirà ai tassi di interesse di lungo termine di muoversi in rialzo e in ribasso dello 0,25% rispetto al target, invece della variazione precedente pari a +/-0,20%.
Non si può dire, in realtà, che la mossa sia stata un vero e proprio shock, visto che a dicembre la banca centrale aveva anticipato che, nel mese di marzo, avrebbe svelato un piano di revisione degli strumenti di politica monetaria fin qui adottati, per renderli più “sostenibili ed efficaci”, in un contesto in cui è costretta a continuare a fare da assist all’economia e all’inflazione del Giappone in tempi di Covid-19.

Bank of Japan: acquisti ETF solo se necessari

L’altra novità è che i banchieri hanno rimosso la guidance esplicita di acquistare ETF avendo come target il valore di 6 trilioni di yen. Invece di effettuare gli acquisti a quel ritmo, la Bank of Japan ha reso noto che acquisterà ETF solo quando necessario, mantenendo come limite massimo quello di 12 trilioni di yen l’anno; e, in ogni caso ad essere acquistati saranno solo ETF legati all’indice Topix (finora, gli acquisti avevano riguardato il Nikkei 225 e il Topix).
In questo caso, la BoJ punta a rendere più flessibile il proprio bazooka, in modo tale da poter rallentare i suoi acquisti in modo significativo, quando i mercati azionari riportano forti rialzi. Qualcuno parla già di tapering invisibile, ovvero di un insieme di misure con cui l’istituzione inizierà praticamente a ridurre gli stimoli straordinari monstre che hanno sempre caratterizzato la sua politica monetaria.
In realtà il tapering della Bank of Japan va avanti da un po’: il 4 gennaio, per esempio, la BOJ aveva acquistato ETF al ritmo più basso degli ultimi cinque anni, nonostante il calo della borsa di Tokyo, alimentato in quei giorni dall’imposizione di misure di restrizione più severe volte ad arginare i contagi di coronavirus.
Gli acquisti avevano avuto un valore complessivo di 50,1 miliardi di yen, l’equivalente di $488 milioni, molto meno rispetto ai precedenti acquisti, che erano ammontati a 70,1 miliardi di yen il 30 dicembre del 2020, e al minimo degli acquisti effettuati in un singolo giorno dal 2016.
La Bank of Japan, che detiene ormai nel proprio portafoglio qualcosa come 30 trilioni di yen di ETF azionari, è stata spesso criticata e accusata distorcere il valore della borsa di Tokyo, esponendo il proprio bilancio al rischio di perdite potenziali.
Dopo gli acquisti di ETF del 28 gennaio scorso, l’istituzione è tornata ad acquistare ETF soltanto una volta alla fine di febbraio. Così aveva commentato a Reuters lo stop agli acquisti nel mese di febbraio (fino al 26 febbraio del meae) Izuru Kato, chief economist presso Totan Research:
“Quando i corsi azionari fanno boom come hanno fatto a febbraio, non ha senso che la BoJ intervenga per acquistare ETF“(nel giorno degli acquisti, invece, la borsa di Tokyo era scesa)”.
Detto questo, sebbene il tapering stesse già avvenendo, quello di oggi è stato un annuncio ufficiale, che l’azionario giapponese non ha di certo gradito. E di fatto l’indice Nikkei ha chiuso in ribasso, anche se il sentiment è stato negativo in generale in Asia, a causa dei ribassi di Wall Street, con il Nasdaq affondato di oltre -3%.