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Il lavoro ai tempi del COVID: smart working funziona davvero? JP Morgan scioccata da calo produttività

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Fine aprile 2020 e primi rilievi sugli effetti dello smart working, del lavoro da casa, Bloomberg riporta: “Un mese e mezzo dopo la gente lavora troppo, è stressata e non vede l’ora di tornare in ufficio” Negli Stati Uniti, stando ai dati stilati da NordVPN e Bloomberg, chi è in smart working lavora tre ore in più al giorno rispetto al periodo precedente i lockdown lanciati nelle città e nei vari stati” Usa, per contenere la pandemia del coronavirus COVID-19.
Il ceo di JP Morgan Jamie Dimon. Il colosso Usa scioccato per calo produttività durante lo smart workingI lavoratori britannici, spagnoli e francesi lavorano due ore in più al giorno rispetto al periodo pre-lockdown, pre Stay At Home. In Italia, chi lavora da casa lavora invece lo stesso numero di ore precedente l’alert coronavirus.

14 settembre 2020: dopo essere diventata il primo colosso di Wall Street a dire ai propri dipendenti di tornare in ufficio, contrariamente a quanto stanno facendo Google e gli altri Big Tech – che hanno abbracciato quello che può essere riassunto nell’acronimo WFH , ovvero lo stile di vita “Work from Home Lifestyle” – JP Morgan ora è scioccata.
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Il motivo? Da uno studio interno ha appreso che “i trader più giovani che lavorano da casa sono meno produttivi”. Lo riporta ancora Bloomberg, spiegando che il colosso bancario americano ha condiviso quanto una sua ricerca interna ha rilevato con Keefe, Bruyette & Woods, società newyorchese di investimenti che fa capo a Stifel.
Dal report è emerso che i dipendenti di JP Morgan in smart working hanno mostrato una totale assenza di “energia creativa” nel lavorare da casa.
Così ha scritto Brian Kleinhanzl, managing director di KBW in una nota ai clienti che porta la data del 13 settembre, citando un incontro avuto con il ceo di JP Morgan, Jamie Dimon:
“Lo smart working sembra aver colpito i dipendenti più giovani e la produttività nel suo complesso, insieme alla ‘combustione di energia’”.
Successivamente, il portavoce di JP Morgan Michael Fusco ha chiarito in una email che il calo della produttività rilevato ha interessato “i dipendenti in generale, non solo quelli più giovani“. Aggiungendo che i dipendenti più giovani “potrebbero essere svantaggiati dall’aver perso l’occasione di imparare” meglio a fare il loro lavoro, in quanto impossibilitati a recarsi in ufficio.
“In definitiva, Jamie (riferimento all’AD di JP Morgan) ritiene che tornare in ufficio sarà qualcosa di positivo per i giovani dipendenti, che avranno maggiori stimoli a sfornare idee creative”, ha concluso Kleinhanzl.